Più belle con il sangue di drago o il veleno di vipera?

La prima volta che ne ho sentito parlare ho provato un misto d’inquietudine e curiosità. D’altra parte sfido chiunque a non fare un salto sulla sedia a sentir parlare di sangue di drago come principio attivo di una crema di bellezza antiage! Approfondendo l’argomento ho poi scoperto che il nome – in verità un po’ roboante – si riferisce a una resina estratta dalla pianta amazzonica del Croton Lechleri. Una resina rossiccia (da qui il nome) che ha il potere di alleviare i rossori adattandosi alle pelli più sensibili e stressate, stimolare la rigenerazione cellulare e donare al viso una nuova luce. Un paio di marchi che lo contengono? La famiglia Rodial Dragon’s Blood (idratante multifunzione, tonico, detergente, gel contorno occhi) che ha il suo capostipite nello Sculpting Gel a effetto rimpolpante XXL.
Anche il marchio americano Peter Tomas Roth propone una linea antiage al sangue di drago, tra cui il gel-crema idratante laser-free regenerator e il siero resurfacer.
Se il drago è solo evocato dalla tipica colorazione della resina sudamericana, anche il veleno di vipera è simulato dal Dipeptide. L’effetto di questa molecola? Proprio come la sostanza tossica del serpente, paralizza leggermente le contrazioni facciali riducendo al minimo la comparsa di rughe d’espressione. È il caso, per esempio, di Rodial Glamoxy Snake Serum che, nella versione a penna, consente un utilizzo mirato sulle rughe più profonde inibendo le contrazioni facciali in due minuti d’orologio. Morale? La ricerca del settore beauty è inarrestabile e si sperimentano i componenti più stravaganti. Per essere più belle, senza ricorrere alla chirurgia estetica, non serve insomma trasformarsi in streghe e mettere a bollire nel pentolone sangue e veleni per ricavare strane pozioni. Ci pensa già la scienza. (L.Br.)

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