Linda Carlocchia, una donna forte e sensibile

 

Oggi tocca a Linda Carlocchia, una ragazza di 30 anni nata a Porto Potenza, taglia 48  che nella vita è una donna creativa che lavora in  un’ ufficio di comunicazione nel settore moda e vini . Lei è una donna intelligente, solare, positiva, combattiva e forte, ma allo stesso tempo sensibile. Il messaggio del progetto beautifulcurvy che lei sta portando avanti con grande entusiasmo, le ha fatto venire l’idea brillante di  “ Calici di bellezza ” una sfilata organizzata nella Marche all’interno degli ” aperitivi in Riviera” per dare spazio alla bellezza in tutte le sue forme e sfaccettature per mostrare il valore di ogni donna che abbiamo appena vissuto insieme a Porto Potenza.

Come avete vissuto la giornata di shooting del calendario?

La giornata di shooting l’ho vissuta con grande emozione. Devo dire che per me è stata una vera scoperta, infatti di solito mi trovavo dietro all’obiettivo e non davanti. Di solito truccavo, sistemavo le modelle per i servizi fotografici, ero io che dovevo dire come posare. Ma quella giornata ero io ad essere coccolata. Non sono il tipo che ama stare sotto i riflettori, mi piace creare, progettare, disegnare…non faccio la modella! Ma poi mi sono detta oggi sono Io, voglio vedere cosa si prova a fare la modella. In realtà poi non siamo neanche state le modelle manichino tipiche, ma delle vere e proprio donne che giocavano con i loro corpi e tanti sorrisi. Perché il bello di questo progetto non è solo mostrare la bellezza del nostro corpo ma la nostra luce interiore, la nostra unicità. La bellezza di quella giornata è stata la naturalezza, ogni ragazza si sentiva a suo agio si lavorava con serietà, ma soprattutto con divertimento. Da subito il gruppo era affiatato sembravamo tutte delle fantastiche principesse pronte al debutto. Nessuna si faceva problemi a mostrare cellulite, cicatrici o smagliature, perché quei difetti cosi usualmente definiti, quel giorno non erano una discriminazione ma un valore di realtà. Eccoci siamo vere! Non ci facciamo limitare da nessuno e vogliamo dirlo per aiutare tutte coloro che a casa soffrono magari in silenzio. E stato un superare i propri limiti, ma divertendosi.

La Mission di questo calendario non è solo un inno all’orgoglio curvy, ma è un messaggio sociale forte che vuole sensibilizzare la comunità troppo legata a dei canoni prestabiliti. Ragazzi e ragazze curvy e plus-size vengono discriminati, a volte con atti di bullismo. Troppo spesso le vittime sono i giovanissimi, la cui età non li ha resi ancora consapevoli e pronti all’accettazione di sé e della propria immagine corporea.

Per concludere quindi quel giorno l’ho vissuto come una donna che indossava i tacchi mostrando la sua femminilità e allo stesso tempo dei guantoni da guerriera, tutto coronato da un sorriso disarmante. Una donna femminile, forte e combattiva come sono io.

 

Avete mai sofferto per il vostro fisico? A quale età?

 

All’età di 10 anni sono molto cresciuta in altezza ero la più alta e di conseguenza la più robusta. Da lì appena dovevamo fare una foto di classe io dovevo restare dietro. In ogni gioco di squadra dovevo essere l’ultima. I maschietti mi chiamavano “Mastro Lindo”. Tutti mi vedevano come il gigante. Sinceramente non mi rendevo conto di essere un gigante, vedevo solo gli altri più piccoli di me. Certo a quell’età li vedevo più piccoli fisicamente ripensandoci ora li vedo più piccoli di me mentalmente. Poi crescendo quando è innata in me la passione per l’arte ho riscoperto il vero significato della parola “bello”.

La bellezza è un equilibrio di forme è l’armonia,  non ci sono regole prestabilite. “Il tutto è più della somma delle parti”, affermava la Gestalt, non ci si può fissare sul numero indicato da una taglia, ma bisogna cogliere l’interezza di ciò che si guarda e apprezzarne l’armonia. Vorrei farmi portavoce di questa visione che non è rivoluzionaria come si pensa, al contrario va a rispolverare teorie artistiche e psicologiche del passato per educare al bello, ad un nuovo bello, che va oltre le proporzioni.

Quindi tutte le sofferenze, i pianti nascosti, gli imbarazzi tutte le volte che mi sono sentita inadeguata nel tempo li ho trasformati in forza, accettazione e ora vorrei solo dire a tutte quelle bambine che possono provare le stesse sensazioni “voi non siete meno a nessuno, voi siete il vostro più grande spettacolo”.

 

Cosa vorresti trasmettere durante quest’anno come ambasciatrice del calendario beautifulcurvy?

 

Alle ragazze di oggi vorrei dire che non devono trasformare, violentare e svendere il loro corpo come una fredda statua.  Non devono sentirsi di dover copiare a nessuno. Ragazze accettatevi e valorizzatevi , se vi amate voi, vi amano anche gli altri.  Vorrei che ci sia una presa di coscienza e di consapevolezza. Il nostro corpo non deve essere la nostra gabbia. Avere un corpo curvy non significa doversi nascondere e vergognare. A volte un corpo morbido e formoso cela difficoltà interne, emotive oppure fisiche. Mi viene in mente una famosa frase del regista scomparso Carlo Mazzacurati che affermava “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre”. Vorrei dire quindi alle ragazze di prendersi cura di sé stesse, della propria salute ma anche della propria felicità, perché la bellezza esteriore passa da quella interiore, perché la luce dei nostri occhi ci racconta all’esterno, perché come ci sentiamo dentro è lo specchio di ciò che traspare fuori. E vorrei dire qualcosa anche alla società, perché prenda atto che la bellezza femminile non passa attraverso una taglia, ma attraverso la capacità espressiva della propria singolarità.

 

Che rapporto hai con il cibo?

Questa è una domanda interessante. Fin da piccola quando sono cresciuta cosi in fretta ho avuto sempre 5Kg in più del mio peso forma. Per lo meno questo è quello che dicevano tutti i dottori. Vedevano quei 5Kg in più come se mi avrebbero rovinato la vita e  quindi sono dovuta sempre stare a dieta. Naturalmente ho fatto sport e vorrei dire a quei medici che tutte le loro diete sono sempre rimaste in un grande cassetto e che io i miei 5kg in più li ho portati insieme a me e non mi hanno mai creato nessun problema.

Poi un giorno anche con i miei 5 kg in più ero diventata una nuotatrice di preagonismo, ma purtroppo un operazione andata male mi ha rovinato la vita anzi quasi me l’ha portava via.

Anche quella volta un medico che mi aveva operato per una semplice appendice, per non rovinare come diceva lui la mia bellezza giovanile, mi creò un’ infezione che mi tolse quasi la vita e fatto restare con l’addome piegato. Sono rimasta per mesi bloccata a letto, se provavo ad alzarmi camminavo piegata e non potevo più guardare il cielo, ma solo pavimenti. Non potevo più allacciare un pantalone, correre, camminare. Naturalmente poi mi dovetti rioperare e quel piccolo taglio divenne molto più grande.

Da li abbandonai lo sport e il cibo diventò il mio sfogo. Mangiavo non per piacere o necessita ma per sentirmi piena, come se tutto quel cibo potesse colmare le mie mancanze.

Per fortuna un giorno quando non riuscivo a salire le scale di casa, perché mi sentivo affaticata mi dissi “Basta!”  e Io decisi di regolarizzare la mia alimentazione e non l’ho fatto perché qualcuno me lo dicesse ma perché lo volevo io.

Da lì è nata la mia più grande battaglia trasformare il mio corpo ormai diventato un limite per la mia vita libero.  Grazie ad Alessandro il mio personal trainer ho ripreso i guantoni e con un bel po’ di sport e una sana alimentazione, che non vuol dire limitazione, ho perso anzi sto perdendo più di 45Kg. Sicuramente non voglio perdere le mie morbidezze, anzi le voglio rendere sempre più dure e forti come ora lo sono io.

 

Ti piace la moda? trovi facilmente collezioni che ti vestono e ti piacciono?

 

Ormai io sono 12 anni che mi vesto unicamente di nero. Tutto ebbe inizio quando avendo raggiunto un peso elevato non trovavo nulla da indossare. Quindi per ribellione ho deciso di indossare solo abiti neri. Soffrivo quando tutti indossavano i jeans e io potevo solo indossare i leggins o al massimo comprare i jeans da uomo. Spesso ho dovuto comprare abiti da uomo e sentire la commessa che mi diceva, non sono maschili ma unisex. Uscivo sempre dal negozio piangendo, arrabbiandomi e naturalmente sfogavo il tutto sul cibo. Senza pensare alle lotte che dovevo fare per comprimere in quei abiti precisi. Quando un giorno ho detto basta! Ho tolto tutti i colori e ho scelto il nero l’unico colore non colore. Questa mia ribellione non è unicamente mia, basta pensare ai Dark degli anni 80/90 quando nauseati dalla moda esageratamente rigorosa e finta perbenista che li modellava come tante pecore monomarca decisero di vestirsi completamente di nero per distinguersi, per uscire fuori dal gregge. Per dire che loro esistevano anche senza la moda. Ecco io mi sento cosi, sono una cacciatrice di abiti, accessori che si distinguano da tutto. Una volta una cantante e presentatrice mi disse: “Linda come sei alla moda!” io non risposi e lei poco dopo mi ridisse “No scusa tu non sei alla moda, perché hai un tuo stile, sei sempre particolare e ti distingui”. Quindi ecco ora non faccio più scegliere alla moda cosa posso indossare, ma sono io che osservo tutto e seleziono solo quello che emerge. Se dovessi definire un’ azienda di moda che più si avvicina al mio stile è Legora, la trovo molto creativa e fuori dal comune.

Grazie Linda per questa testimonianza molto personale e coinvolgente!

Foto di Bruss

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