Tutto quello che avreste voluto sapere sulla schiuma della birra

Morbida, soffice ma consistente, goduriosa… pensate stia parlando di una bella curvy? Questa volta mi riferisco alla schiuma e, nello specifico, alla schiuma della birra. Vi siete mai chiesti a cosa serva esattamente? No, non serve a tuffarci il naso, anche se riconosco che la tentazione è forte. Qual è la sua composizione? Cosa la rende tanto unica e inconfondibile? Se pochi giorni fa mi sarei bloccata a bocca aperta davanti ai questi interrogativi, dopo aver partecipato al Foam Camp di ILoveBeer, l’articolato e bellissimo progetto di cultura birraria promosso da Heineken Italia, non posso certo piccarmi di essere diventata una professionista birraia, ma mi sento certamente più preparata sulla materia. Appuntamento con un gruppo di giornalisti e blogger un sabato mattina a Comun Nuovo, in provincia di Bergamo, dove ha sede il più grande birrificio italiano diretto da Giovanni Sorce. Dopo un seminario sulla policy di sostenibilità e sicurezza abbracciata dal gruppo birraio più grande d’Europa, non è mancato un tour educativo dello stabilimento di produzione da cui ogni anno escono 3 milioni di ettolitri di birra.



La bottiglia in limited edition dedicata a Skyfall, l’ultimo film di James Bond

Una sosta per il pantagruelico pranzo cucinato dagli chef del ristorante bergamasco Da Vittorio (tra cui manicaretti alla birra, come il risotto ossobuco e birra e un dolce al cucchiaio con spuma di birra) e poi via, tutti in birreria per i Foam Olympic Games a squadre. Malto, Orzo, Luppolo, Acqua: ogni squadra aveva il suo nome, corrispondente agli ingredienti della birra. Varie le prove: quiz di cultura birraria (vinto da noi del team dell’Acqua), prove di spillatura, un blind test da sommelier e una prova di abilità. In nostro soccorso uno strumento prezioso: il volumetto ‘La birra perfetta. L’importanza della schiuma’, con tanti suggerimenti e 10 regole d’oro che trovate anche qui.

Pasta e risotto alla birra con ossobuco
Specialità del ristorante Da Vittorio



 
 

Roberta, la spillatrice professionista

 
La più gettonata delle gare? La spillatura: affascinante assistere alla formazione della schiuma mentre la si versa, impedire che si formi CO2, tagliare la schiuma con la spatola inclinata a 45°. Per riuscire in questa tutt’altro che facile arte ci siamo affidati ai preziosi e pazienti suggerimenti di Mauro e Roberta, rispettivamente mastro birraio e spillatrice professionista. Adesso lo so: per gustare al meglio una birra occorre la schiuma, il filtro naturale della birra, che deve essere alta due dita e compatta. La schiuma è infatti il cappello della birra: ne evita il contatto diretto con l’aria preservandola dall’ossidazione, ne mantiene integri aromi e fragranze, la rende più buona e digeribile. E poi degustare un boccale servito con la giusta schiuma è un vero piacere anche per gli occhi, no? 
Mauro lo spillatore professionista erudisce i partecipanti sulla corretta gestualità
Le squadre si preparano ai quiz di cultura birraria

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  • letto tutto 🙂 hai descritto la day perfettamente! un bacio giuli (www.loveateverybite.com)

  • Laura

    Grazie Giuli, di questa bella giornata “a tutta birra” ci ricorderemo a lungo. E’ stato un vero, riuscito evento di infoteinment. Bravi gli organizzatori!

  • e c’ero anche io!!! bellissima giornata, ce la ricorderemo con un bel sorriso stampato in faccia : D
    starspoon

    • Laura

      Ben detto, Starspoon! 🙂