Sasha Stefanovic, curve morbide e determinazione di ferro


Sasha Stefanovic è una donna curvy dal carattere indipendente, determinato, tenace e con un piglio deciso che non ammette repliche. Le piacciono i colori ma ora preferisce le sfumature scure, nero, blu, grigio, strategici per la sua silhouette morbida. Nel vestire è pratica e minimale e quindi in valigia porta solo capi in due tinte, in modo da rendere semplici gli abbinamenti. Alle spalle ha una storia avventurosa che l’ha portata da Belgrado a Milano, passando per mezzo mondo. È serba ma si è trasferita in Italia a dodici anni perché il padre, esperto di editoria e docente di letteratura, è stato chiamato a lavorare nel nostro Paese. Finiti gli studi, si è diplomata interprete simultanea a Firenze e poi ha frequentato l’università in Inghilterra ma, dice “non faceva per me e io non facevo per loro”, riferendosi agli inglesi. Parlando perfettamente quattro lingue, Sasha ha cominciato subito a collaborare con un buying office e ha passato una ventina d’anni viaggiando a tutte le latitudini. “Ho sempre avuto una passione per l’architettura d’interni, per i mobili – racconta –, forse una retaggio delle mie origini. In Serbia erano per tradizione gli zingari a vendere i mobili antichi e non, portandoli in giro su grossi carri”. Si spiega così la vita nomade che per anni Sasha ha condotto come buyer, prima per altri e poi per il suo negozio di arredi e complementi dal Sud Est asiatico che negli Anni Ottanta era qualcosa di davvero pionieristico a Milano. Poi ha deciso di fermarsi. Si è innamorata, ha avuto un figlio, oggi sedicenne, e tre anni fa ha aperto a Milano WMilano, concept store di oltre duecento metri quadri con un gradevolissimo dehors pieno di piante e fiori con angoli di relax in via Washington 51 dove raccoglie curiosità da tutto il mondo, evitando come la peste banalità e già visto. Uno spazio, come recita la pagina di apertura del sito internet, “dedicato alla casa, alla persona, al pianeta”, dove trovare piatti e bicchieri, vestiti, scarpe, borse, occhiali, accessori e abbigliamento vintage, lampade, divani, poltroncine, oggetti di artigianato e modernariato provenienti da luoghi vicini e lontani, scelti secondo una filosofia precisa che mette al primo posto l’etica e il rispetto dell’ambiente oltre che dell’essere umano. Ospitare poche aziende selezionatissime e tanti artigiani, possibilmente orientati verso il riciclo, il recupero, il riutilizzo creativo e inaspettato di materiali di ogni tipo è la mission che si è posta Sasha: “Mi piace l’idea di promuovere creativi, meglio ancora se donne, che condividano con me questa necessità di combattere lo spreco reinventando e trasformando oggetti. Nell’individuarli però sono molto severa, rigorosa e seguo il mio istinto. Se non sono belle persone, nel senso più profondo della definizione, se non mi trasmettono buone sensazioni qui non entrano”. Più tosta di così!

Qui e sotto, due angoli del grande spazio WMilano, in via Washigton 51

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