La stanchezza in primavera

 

 

Nella mia attività clinica di psicologa questo periodo è caratterizzato da una sola parola: la stanchezza.

Siamo tutti stanchi, spossati, rallentati… come se questa primavera invece che tirarci su e stimolarci con le belle giornate di sole, ci buttasse ancora più giù. Il cambio stagione induce svariati effetti fisiologici su di noi, sulla quotidianità, su come gestiamo le giornate ma soprattutto sull’umore!!!

Stanchezza, spossatezza, in alcuni casi addirittura depressione… sono i disturbi temporanei che rendono molto pesante questo periodo dell’anno.

Il disturbo affettivo stagionale (SAD), così viene definito, porta a cambiamenti dell’umore ciclici che possono colpire tanto in autunno, quanto in primavera. E’ accompagnato spesso da cambiamenti alimentari come il bisogno di più zuccheri o carboidrati in generale, cambiamenti nei cicli del sonno, spesso travagliati, uno stato generale di confusione e stanchezza.

Fortunatamente parliamo di disturbi passeggeri. La presenza di sempre maggior luce, l’allungarsi delle giornate, le temperature miti… aiuteranno gradualmente il corpo a riprendersi.   L’importante è dedicarsi del tempo. Rispettarsi.

Correre sempre, vivere perennemente nello stress, nella frenesia, porta solo ad ulteriori complicanze. Prendetevi i vostri spazi, ascoltate il vostro corpo. Meglio una cosa in meno fatta bene, piuttosto che sovraccaricarsi arrivando a non saper più gestire la situazione. E umiltà. Se vi rendete conto che fate fatica a superare questo stato chiedete aiuto. Un supporto psicologico può essere un’esperienza molto breve ma anche importante quando uscirne da soli è difficile.

Dott.ssa Monica Pirola

www.monicapirola.com

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