Arriva “Divagazioni e Delizie” con Daniele Pecci al Teatro Menotti
Dal 13 al 18 gennaio il Teatro Menotti di Milano accoglie in prima milanese Divagazioni e Delizie, lo spettacolo con cui Daniele Pecci dà corpo e voce all’ultimo, struggente anno di vita di Oscar Wilde.
Siamo a Parigi, il 28 novembre 1899. Oscar Wilde è appena uscito dal carcere e vive in esilio è stanco, malato e impoverito. Per sopravvivere — e forse per esistere ancora una volta davanti a un pubblico — affitta piccole sale teatrali e si espone senza difese, presentandosi come Sebastian Melmoth, il nome che ha scelto per nascondersi e insieme per rivelarsi. Non più il brillante dandy di un tempo, ma il “mostro”, lo “scandalo vivente”. Ed è proprio da questa immagine feroce e lucidissima che nasce Divagazioni e Delizie.
Il testo di John Gay, autore statunitense recentemente scomparso, è costruito interamente sulle parole di Wilde: romanzi, saggi, commedie, lettere, aforismi. Un mosaico di scrittura e pensiero che diventa una conferenza teatrale autobiografica, attraversata da improvvisi colpi di scena, incursioni surreali e dal confronto con due inservienti del teatro, figure minori solo in apparenza.
La prima parte dello spettacolo scorre leggera e pungente, tra ricordi, aneddoti irresistibili e battute fulminanti, sospese tra malinconia e sarcasmo. Ma lentamente il tono muta. La seconda parte affonda nel cuore oscuro del De Profundis, l’atto d’accusa scritto in carcere: l’amore fatale per Lord Alfred Douglas, il processo, l’umiliazione pubblica, la prigionia, l’esilio tra la Francia e Napoli, la malattia e il presentimento di una fine ormai vicina.
Scritto negli anni Settanta e portato al successo mondiale da Vincent Price, Divagazioni e Delizie è rimasto nella storia del teatro italiano grazie alla celebre interpretazione di Romolo Valli nel 1978, per la regia di Giorgio De Lullo. Oggi Daniele Pecci, che firma anche la traduzione e la regia, ne restituisce tutta la forza poetica e umana in uno spettacolo di rara intensità: ironico e doloroso, luminoso e crepuscolare.
Affiancato da Alessandro Sevi nel ruolo del “macchinista”, con i costumi di Alessandro Lai e le musiche originali di Patrizio Maria D’Artista, Pecci costruisce un ritratto indimenticabile di Wilde: un uomo spezzato ma lucidissimo, ferito ma ancora capace di bellezza, pronto a trasformare la propria rovina in teatro, parola, verità.
Divagazioni e Delizie non è solo un omaggio a Oscar Wilde: è un atto d’amore per la scrittura, per il palcoscenico e per quella fragile, ostinata dignità che sopravvive anche nel momento della caduta. Uno spettacolo da non perdere al Teatro Menotti di Milano.

