Il male oscuro: Ia coscienza di un uomo, oggi come ieri
Il male oscuro: la coscienza inquieta di un uomo, oggi come ieri
Ci sono romanzi che non si limitano a raccontare una storia, ma diventano strumenti per attraversare le zone più fragili e contraddittorie dell’esistenza. Il male oscuro di Giuseppe Berto è uno di questi. Pubblicato nel 1964 dopo un percorso editoriale tutt’altro che lineare, il libro si impose immediatamente come un caso letterario, vincendo in una sola settimana i premi Viareggio e Campiello e segnando profondamente il panorama culturale italiano.
A distanza di oltre sessant’anni, la sua forza non si è esaurita. Anzi, sembra trovare nuove risonanze nel presente. Dal 7 al 12 aprile, il romanzo approda in prima milanese al Teatro Menotti, in un adattamento teatrale firmato e diretto da Giuseppe Dipasquale, con protagonisti Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta.
La scena si fa spazio mentale, luogo di conflitto e di analisi, dove prende forma la vicenda di uno scrittore incapace di governare la propria vita, prigioniero di un senso di colpa mai risolto per la morte del padre. È da questa frattura originaria che si genera quel “male oscuro” evocato nel titolo: una condizione esistenziale che si manifesta come inquietudine, inadeguatezza, smarrimento.
Il protagonista — Bepi, alter ego dell’autore — si muove in un mondo che non riesce ad abitare fino in fondo: i rapporti familiari, il matrimonio, l’amore, il lavoro diventano territori opachi, segnati da incomunicabilità e frustrazione. La scelta di intraprendere un percorso di psicoanalisi rappresenta allora un tentativo di dare un nome al proprio disagio, di rintracciarne le cause profonde.
In questa tensione continua tra autoanalisi e deriva emotiva, il racconto oscilla tra registri tragici e momenti di straniamento quasi grottesco. Non è un caso che la figura di Bepi richiami l’antieroe sveviano de La coscienza di Zeno: entrambi incarnano una modernità inquieta, incapace di risolversi, ma proprio per questo autentica.
La regia di Giuseppe Dipasquale restituisce sulla scena questa complessità senza semplificazioni, affidandosi a un impianto essenziale e a un lavoro attorale intenso. Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta guidano lo spettatore dentro un viaggio interiore che è insieme individuale e universale, affiancati da un ensemble composto da Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo e Ginevra Pisani.
Non è la prima volta che Il male oscuro incontra altri linguaggi: nel 1990 Mario Monicelli ne trasse un film di grande successo, affidando il ruolo del protagonista a Giancarlo Giannini. Eppure il teatro, con la sua capacità di rendere tangibile il pensiero e il conflitto interiore, sembra oggi uno spazio particolarmente adatto a restituire la materia viva di questo testo.
In un’epoca in cui il disagio psicologico è sempre più al centro del dibattito pubblico, l’opera di Berto continua a parlarci con una lucidità disarmante. Il suo “male oscuro” non è solo una condizione individuale, ma una lente attraverso cui osservare le fragilità del nostro tempo.
Teatro Menotti – Milano
7 – 12 aprile, Via Ciro Menotti 11
Biglietti:
Intero €32 (+ prevendita)
Ridotto €16 (+ prevendita)
Menotti Card: 4 ingressi €60 / 8 ingressi €110





