La nueva Ola: quando il cinema arriva da lontano e ci parla da vicino
LA NUEVA OLA: QUANDO IL CINEMA ARRIVA DA LONTANO E CI PARLA DA VICINO
A BRESCIA TORNA LA NUEVA OLA, IL FESTIVAL CHE PORTA SUL GRANDE SCHERMO LE STORIE, LE EMOZIONI E LE CONTRADDIZIONI DELLA SPAGNA E DELL’AMERICA LATINA
Ci sono film che raccontano una storia e altri che, quasi senza accorgercene, ci raccontano.
Parlano di famiglie, di identità, di amore e di solitudine. Di chi cerca il coraggio di essere sé stesso, di chi difende una foresta, una lingua o una memoria. Di chi parte per ritrovare le proprie radici e di chi, al contrario, deve perdersi lontano da casa per capire finalmente chi è.
È questa la magia del cinema che dal 16 al 20 settembre torna protagonista al Cinema Nuovo Eden di Brescia con La Nueva Ola – Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano. Cinque giornate per attraversare Paesi, generazioni e culture diverse, lasciandosi guidare da alcune delle voci più interessanti del cinema contemporaneo.
Non è soltanto un festival dedicato alla cinematografia spagnola e latinoamericana. È una finestra aperta sul presente, un luogo nel quale storie lontane geograficamente diventano sorprendentemente vicine. Perché dietro un paesaggio delle Ande, una città argentina, una foresta del Chiapas o una casa di riposo dei Paesi Baschi ci sono domande che appartengono a tutti: chi siamo? Da dove veniamo? Quanto siamo disposti a cambiare per essere liberi? E cosa significa, davvero, sentirsi a casa?
La seconda edizione bresciana di La Nueva Ola nasce proprio da questa idea: usare il cinema per accorciare le distanze.
CINQUE GIORNI PER CAMBIARE PROSPETTIVA
Il programma alterna prime visioni, film premiati nei principali festival internazionali, documentari, opere prime e racconti di formazione. Un mosaico di storie molto diverse, accomunate dalla capacità di osservare il mondo senza semplificarlo.
La memoria familiare si intreccia con la ricerca dell’identità, la maternità con l’inclusione, la violenza di genere con il bisogno di trovare una voce, mentre la difesa dell’ambiente e delle culture indigene diventa anche una riflessione sul futuro.
È un cinema che non ha paura delle domande e che sceglie spesso personaggi imperfetti, fragili, inquieti. Persone che stanno attraversando un cambiamento e che, proprio per questo, possono assomigliarci molto più di quanto immaginiamo.
SI COMINCIA CON CARLOS SAURA
L’appuntamento inaugurale è mercoledì 16 settembre alle ore 21 e porta subito il pubblico dentro la memoria del cinema spagnolo. Ospite d’onore sarà Anna Saura, produttrice e regista, figlia del grande maestro Carlos Saura, che presenterà Rosa Rosae. La guerra civil, l’ultimo film diretto dal padre e presentato al Festival di San Sebastián.
È un’opera breve e potentissima, nella quale fotografie, disegni e immagini manipolate restituiscono la Guerra civile spagnola attraverso lo sguardo di un bambino. La storia diventa memoria, la memoria diventa immagine e l’immagine diventa una riflessione sugli orrori di ogni conflitto.
Un’apertura che sembra quasi voler ricordare al pubblico che il cinema non è soltanto intrattenimento: è anche memoria, testimonianza e possibilità di guardare il passato con occhi nuovi.
Subito dopo arriva la prima visione di Maspalomas di José Mari Goenaga e Aitor Arregi.
Vicente ha 76 anni e ha trascorso una parte della sua vita a Maspalomas, dove ha finalmente potuto vivere liberamente la propria identità. Quando è costretto a tornare a San Sebastián e a trasferirsi in una casa di riposo, decide però di nascondere nuovamente la propria omosessualità.
Il film diventa così un racconto delicato e necessario sull’identità, sull’invecchiamento e sul diritto di non smettere mai di essere sé stessi. Un tema universale, che arriva sullo schermo con tenerezza e senza retorica.
DONNE CHE RESISTONO, DONNE CHE CAMBIANO
Giovedì 17 settembre il festival entra nel cuore del Chiapas con La reserva di Pablo Pérez Lombardini. Julia è una guardaboschi e vede la riserva nella quale vive divorata dal disboscamento illegale. Di fronte alla paura e all’indifferenza della comunità decide di non arrendersi. La sua diventa una battaglia personale per la foresta, ma anche per la propria dignità. Un eco-thriller in bianco e nero nel quale la natura non è semplicemente lo sfondo della storia: è una protagonista da difendere.
La sera cambia completamente registro con Las corrientes di Milagros Mumenthaler.
Lina è una stilista argentina all’apice della carriera. Ha successo, riconoscimenti, una vita che sembra perfettamente costruita. Ma un gesto improvviso compiuto dopo una premiazione in Svizzera apre una crepa. Tornata a Buenos Aires, il silenzio lascia riaffiorare ricordi e fragilità. È il ritratto di una donna apparentemente arrivata, ma costretta a confrontarsi con ciò che ha cercato di lasciare indietro.
IL CORAGGIO DI TROVARE LA PROPRIA VOCE
Venerdì 18 settembre arriva uno dei titoli più intensi del festival: Il silenzio degli altri. Sorda, opera prima di Eva Libertad. Ángela è sorda e aspetta una figlia dal compagno udente Héctor. La nascita della bambina mette in discussione equilibri, paure e certezze, aprendo una riflessione sulla maternità e sulle difficoltà di comunicazione tra due mondi che spesso non sono progettati per incontrarsi.
Il film, presentato alla premiato al Festival di Málaga, non racconta soltanto la distanza: racconta la possibilità di Berlinale e attraversarla. La stessa giornata propone Romería di Carla Simón, presentato in concorso a Cannes.
Marina ha diciotto anni ed è rimasta orfana da bambina. Arriva sulla costa atlantica spagnola per incontrare i nonni paterni che non ha mai conosciuto. Quello che dovrebbe essere un viaggio quasi burocratico si trasforma in un viaggio dentro le proprie origini. La famiglia, ancora una volta, diventa un luogo da riscoprire. Ma anche da mettere in discussione.
La serata si chiude con La furia di Gemma Blasco, un’opera fisica e intensa sulla violenza e sul potere liberatorio dell’arte. Dopo aver subito una violenza durante una festa, Álex trova nel teatro e nella figura di Medea uno spazio nel quale trasformare il dolore in una voce. Il palco diventa allora il luogo della rabbia, ma anche della possibile rinascita.
TRA LE ANDE, UNA LINGUA DA DIFENDERE
Sabato 19 settembre il viaggio si sposta in Bolivia con La hija cóndor di Álvaro Olmos Torrico.
Clara conosce i canti quechua che accompagnano le donne durante il parto, ma sogna un futuro diverso e vorrebbe lasciare le Ande per diventare cantante. Tradizione e libertà si incontrano in un racconto sospeso tra paesaggi maestosi e desiderio di autodeterminazione.
Ancora più forte è il viaggio proposto da Runa Simi – La nostra lingua di Augusto Zegarra.
Fernando Valencia, doppiatore e attivista di Cusco, ha un sogno decisamente fuori dagli schemi: convincere Disney a realizzare Il re leone in lingua quechua.
Con il figlio Dylan intraprende una battaglia che diventa qualcosa di molto più grande. Perché difendere una lingua significa difendere una cultura, una memoria e la possibilità per una nuova generazione di riconoscersi nella propria storia. Il cinema qui diventa uno strumento di resistenza culturale.
ANCHE IL CINEMA PUÒ ESSERE UNA PORTA SUL MONDO
La domenica pomeriggio il festival apre le porte anche ai più piccoli con ¡Hola, Cortos!, una selezione di cortometraggi d’animazione provenienti dalla Spagna e dall’America Latina. Un modo divertente e intelligente per scoprire che il cinema può parlare lingue diverse e raccontare mondi lontani fin da bambini. Proprio questa capacità di creare ponti è uno degli elementi più interessanti di La Nueva Ola.
NON SOLO SPETTATORI: IL CINEMA SI COSTRUISCE INSIEME
Quest’anno il festival guarda anche dietro lo schermo con il Brescia Industry Day, mercoledì 16 settembre alle 16.30. Produttori, professionisti, scuole di cinema, accademie e università si incontreranno per creare nuove relazioni tra il sistema audiovisivo italiano e quello spagnolo.
Un appuntamento dedicato alla formazione, alla produzione e alla distribuzione che trasforma il festival in una vera officina creativa, dove un incontro può diventare un progetto, un progetto può diventare un film e un film può attraversare i confini.
ALLA FINE, FORSE, BISOGNA PERDERSI
A chiudere questa lunga immersione nel cinema spagnolo e latinoamericano sarà Muy lejos di Gerard Oms, domenica 20 settembre alle 21. Il protagonista, Sergio, durante un viaggio a Utrecht viene colpito da un attacco di panico e decide di non tornare a Barcellona. Rimasto senza soldi e senza conoscere la lingua, deve ricominciare da zero. Quello che sembra un gesto di fuga diventa lentamente un viaggio di scoperta. Perché qualche volta bisogna allontanarsi da tutto ciò che conosciamo per poter incontrare la persona che siamo davvero.
Con Mario Casas, premiato al Festival di Málaga, Muy lejos chiude il festival con una storia di spaesamento, coraggio e rinascita. E forse non poteva esserci conclusione migliore.
Perché La Nueva Ola non propone soltanto film da vedere. Propone storie nelle quali entrare, domande da portarsi fuori dalla sala, punti di vista capaci di cambiare per qualche ora la nostra prospettiva.
Dal 16 al 20 settembre, il Cinema Nuovo Eden di Brescia diventa così un piccolo grande luogo di viaggio. Non servono valigie, biglietti aerei o itinerari. Basta una poltrona, le luci che si spengono e uno schermo che si accende.
LA NUEVA OLA – FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO E LATINOAMERICANO
Brescia, Cinema Nuovo Eden
16–20 settembre 2026
Biglietti: € 6,50 intero; € 5,50 ridotto; € 5 per i possessori di Eden Card; € 3,50 under 12. I film inclusi in Cinema Revolution sono proposti a € 3,50.
Programma completo e prevendite su www.nuovoeden.it.










