Mistero Buffo torna in scena con la voce femminile di Lucia Vasini al Teatro Menotti
Mistero Buffo torna in scena: la voce femminile di Lucia Vasini rinnova i capolavori di Dario Fo e Franca Rame
C’è un teatro che non invecchia, che attraversa il tempo e continua a parlare con sorprendente lucidità al presente. Mistero Buffo è uno di questi rari casi: un’opera che, a oltre cinquant’anni dal debutto, conserva intatta la sua forza dirompente, la sua ironia tagliente e la sua capacità di mettere in discussione il potere.
Dal 7 al 17 maggio, il Teatro Menotti lo riporta in scena in una nuova, significativa veste. Protagonista è Lucia Vasini, interprete intensa e misurata, che raccoglie l’eredità artistica di Franca Rame e la rilegge attraverso una sensibilità contemporanea, profondamente femminile.
Nato dall’estro visionario di Dario Fo e dalla straordinaria presenza scenica di Franca Rame, Mistero Buffo rappresentò, fin dalla sua prima apparizione all’Università di Milano, una vera rivoluzione linguistica e teatrale. Un’opera costruita sull’affabulazione, sul grammelot, su una narrazione popolare capace di ribaltare gerarchie e restituire voce agli ultimi.
Non è un caso che il conferimento del Premio Nobel a Dario Fo abbia riconosciuto proprio questa tensione: quella di un teatro che, nella tradizione dei giullari medievali, “dileggia il potere e restituisce la dignità agli oppressi”. Una definizione che oggi suona più attuale che mai.
La versione proposta da Lucia Vasini nasce da un’esigenza precisa: riportare al centro i monologhi originariamente interpretati da Franca Rame — da La nascita di Eva a Maria alla croce, fino a La Parpaja Topola — e rileggerli con uno sguardo nuovo, capace di ampliarne il significato senza tradirne la potenza originaria.
Accanto ai brani più celebri, lo spettacolo integra materiali meno noti, aneddoti e frammenti che testimoniano la natura in continuo divenire dell’opera di Fo e Rame: un organismo vivo, mai cristallizzato, sempre pronto a trasformarsi.
In scena, Lucia Vasini si muove con naturalezza tra registri opposti — il comico e il tragico, il grottesco e il lirico — restituendo al pubblico un teatro fatto di parola viva, relazione diretta e presenza autentica. Un teatro che non si limita a intrattenere, ma interroga, provoca, coinvolge.
Il risultato è uno spettacolo che conserva tutta la sua urgenza. Perché Mistero Buffo, oggi come allora, ci ricorda che ridere non è mai un gesto innocente: è, piuttosto, una forma di libertà. Forse è una delle più potenti. www.teatromenotti.org




