Artigianato e Palazzo: Quando la tradizione diventa futuro





ARTIGIANATO E PALAZZO: QUANDO LA TRADIZIONE DIVENTA FUTURO
A Firenze si svolgerà dall’11 al 13 settembre, la XXXII edizione della mostra Artigianato e Palazzo che porta al Giardino Corsini cento protagonisti dell’artigianato contemporaneo. Nella sezione “Next Generation”, vengono messi in risalto cinque giovani talenti che trasformano antichi saperi in nuove forme di creatività.
Ci sono gesti che attraversano il tempo. Mani che sanno riconoscere una materia, seguirne le imperfezioni, rispettarne i tempi e trasformarla in qualcosa di unico. È questa la magia dell’artigianato: un sapere antico che, proprio perché vive nelle mani di chi lo interpreta, non smette mai di cambiare. Un appuntamento che riunisce un centinaio di artigiani italiani e internazionali e che, ancora una volta, guarda al futuro senza perdere il legame con la tradizione. Perché l’artigianato non significa semplicemente conservare ciò che è stato. Significa sopra tutto conoscere il passato abbastanza bene da poterlo reinventare.
È questo il messaggio di “Next Generation”, lo spazio dedicato ai giovani artigiani allestito nella manica lunga di Palazzo Corsini e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Ferragamo. Cinque percorsi diversi, cinque storie personali accomunate dalla volontà di trasformare il sapere ricevuto in una ricerca autonoma, contemporanea e profondamente personale.
CINQUE TALENTI, CINQUE NUOVI SGUARDI
Tra i protagonisti c’è Eremōns, lo studio fondato nel 2025 da Chen Yueting e Xu Weidong, che si muove tra Cina e Italia. La loro ricerca nasce dal patrimonio culturale delle minoranze etniche del Guizhou, un universo ricco di simboli, motivi decorativi e memorie millenarie che viene reinterpretato attraverso un linguaggio progettuale contemporaneo. Tradizione e design diventano così strumenti di dialogo tra culture, creando nuove connessioni tra gli artigiani locali e la scena internazionale.
Dalla materia architettonica nasce invece il lavoro di Kimberly Bárcenas Hernández, artista-artigiana formatasi tra Messico ed Europa. Il suo linguaggio sono i murales a sgraffito, realizzati direttamente sull’architettura attraverso un processo lento e manuale. La sua ricerca mette in relazione la forza del muralismo messicano con le antiche tecniche europee della calce, trasformando ogni parete in un’opera irripetibile. Non semplicemente una decorazione, ma un dialogo tra superficie, spazio e memoria.
C’è poi la ceramica di Lapo Giusti, 29 anni, cresciuto in una famiglia legata da generazioni al mondo dell’artigianato. La sua ricerca prende una strada personale e sperimentale, concentrandosi sul grès, sulla porcellana e soprattutto sugli smalti cristallini. Qui la tecnica incontra l’imprevedibilità: durante il raffreddamento controllato del forno, i cristalli crescono spontaneamente sulla superficie, creando effetti sempre diversi. Ogni oggetto diventa così un piccolo pezzo unico, dove il controllo dell’artigiano incontra la libertà della materia.
Il valore della bottega e della trasmissione del sapere è invece il cuore del percorso di Tommaso Maselli, artigiano e restauratore fiorentino. La sua formazione è iniziata giovanissimo nella bottega di famiglia, attiva dal 1955, e prosegue oggi attraverso un lavoro dedicato alla conservazione e al restauro dei beni culturali. Intaglio, doratura e tecniche tradizionali diventano strumenti per custodire la memoria artistica italiana. Un mestiere paziente, fatto di precisione e rispetto, che dialoga con musei, istituzioni culturali e laboratori di restauro.
A completare il quintetto è Ozio Piccolo Studio Tessile, fondato da Simone Falli, tessitore e designer toscano. Anche qui tutto parte dalla materia e dal gesto. Formatosi nella bottega di famiglia, Falli utilizza esclusivamente filati naturali, lavorati a mano su telai in legno costruiti personalmente. Dal 2024 la sua ricerca si è ampliata alla tintura naturale, sviluppando collaborazioni con designer e studi di architettura per creare soluzioni tessili su misura.
Cinque storie lontane per formazione e linguaggio, ma sorprendentemente vicine nella filosofia: la tradizione come punto di partenza, mai come punto d’arrivo.
IL LUSSO DI RALLENTARE
In un’epoca dominata dalla velocità, dalla produzione seriale e dall’omologazione, il lavoro artigiano restituisce valore a parole che sembravano appartenere a un’altra epoca: tempo, pazienza, manualità e imperfezione.
Ogni pezzo racconta infatti un processo. Dietro un tessuto, una ceramica, una superficie decorata o un manufatto restaurato ci sono ore di lavoro, conoscenze trasmesse, errori trasformati in esperienza e una relazione quasi fisica con la materia. È forse proprio questa dimensione a rendere oggi l’artigianato così contemporaneo.
Il pubblico di Artigianato e Palazzo non incontra soltanto oggetti da osservare, ma persone, storie e mestieri. Può scoprire da vicino come nasce una creazione, assistere alla trasformazione della materia e comprendere quanto valore ci sia dietro ciò che viene realizzato lentamente e con consapevolezza.
E nel magnifico contesto del Giardino Corsini, tra la Limonaia Grande e gli spazi di Palazzo Corsini, questa esperienza assume un fascino ancora più particolare: Firenze diventa il luogo ideale in cui passato e futuro possono incontrarsi.
La XXXII edizione di Artigianato e Palazzo diventa così anche una riflessione sul futuro del “saper fare”. Un futuro affidato a nuove generazioni che non hanno paura di contaminare, sperimentare e cambiare. Perché custodire una tradizione non significa conservarla immobile.
Significa darle nuove mani, nuovi occhi e nuove possibilità.
ARTIGIANATO E PALAZZO – XXXII EDIZIONE
11–13 settembre 2026
Giardino Corsini, Firenze
Via della Scala 115 / Via Il Prato 58
Orario continuato: 10.00–19.30
Ingresso: donazione minima € 12
Under 25: ingresso gratuito
Per informazioni: www.artigianatoepalazzo.it
