Crossover al Teatro Menotti si fa musica, incontri e attraversamenti
CROSSOVER : Al Teatro Menotti il teatro si fa musica, incontri e attraversamenti
C’è un momento, in ogni esperienza artistica riuscita, in cui i confini iniziano a sfumare. Non si è più soltanto spettatori, la scena smette di essere distante, la musica non accompagna più semplicemente una storia ma diventa essa stessa racconto, spazio emotivo, possibilità di incontro. È da questa intuizione che nasce Crossover – Altre storie di teatro e musica, la rassegna che dal 9 al 19 giugno 2026 anima il Teatro Menotti di Milano, trasformandolo in un luogo di passaggio tra linguaggi, immaginari e sensibilità diverse.
Più che una programmazione, Crossover è un invito. Ad attraversare il teatro in modo diverso, a viverlo come spazio aperto e condiviso, dove concerto e parola, performance e narrazione, intimità e scena si intrecciano in un dialogo continuo tra artisti e pubblico. Una formula che rompe le categorie tradizionali e sceglie la contaminazione come cifra poetica.
Il cuore della rassegna si sviluppa attorno a due anime complementari. Da una parte il Palco Menotti, che ospita alcune delle voci più originali della scena contemporanea italiana; dall’altra il Club Menotti, nello Spazio Atelier, che ogni sera si accende in una dimensione più raccolta, quasi clandestina, fatta di tavolini, musica dal vivo e racconti notturni.
Sul palco principale sfilano artisti che hanno costruito nel tempo universi espressivi riconoscibili e fuori dagli schemi. Ad aprire la rassegna, il 9 giugno, è Bobo Rondelli, cantautore irregolare e profondamente umano, con un concerto in duo che attraversa oltre trent’anni di carriera tra confessione, ironia e poesia. La sua capacità di alternare leggerezza e malinconia restituisce quella forma rara di autenticità che rende ogni esibizione imprevedibile e irripetibile.
Il 10 e 11 giugno arriva Francesco Tricarico con W l’Italia. sogni… canzoni… squallori!, uno spettacolo inedito che mescola musica, teatro e riflessione civile. Attraverso il suo sguardo poetico e disincantato, Tricarico costruisce una metafora dell’Italia contemporanea: un paese smarrito, attraversato da inquietudini e perdita di identità, raccontato però senza mai rinunciare allo stupore, all’ironia e alla possibilità di immaginare altro.
Dal 12 al 14 giugno, Alessia Innocenti porta in scena Intorno a Mezzanotte, omaggio alla leggendaria Pannonica Rothschild, figura decisiva nella storia del jazz del Novecento. Tra musica dal vivo e racconto teatrale, il palco si trasforma in un fumoso jazz club in cui prende forma la vita intensa, anticonvenzionale e profondamente libera della “Baronessa del jazz”, amica e musa di artisti come Thelonious Monk e Charlie Parker.
Il 15 giugno l’energia cambia registro con Musica da Ripostiglio, ensemble capace di attraversare swing, gipsy jazz, canzone d’autore e ironia teatrale in uno spettacolo travolgente dove virtuosismo e leggerezza convivono senza mai prendersi troppo sul serio. Atmosfere rétro, improvvisazioni e irresistibile spirito performativo trasformano il concerto in un’esperienza festosa e sorprendente.
Chiude il percorso del palco, dal 16 al 18 giugno, Sergio Sgrilli con Lo Stallo, ultimo testo scritto da Sandro Luporini, storico compagno artistico di Giorgio Gaber. Uno spettacolo di teatro-canzone che raccoglie idealmente l’eredità gaberiana, alternando monologhi e musica in una riflessione intensa e ironica sul presente.
Ma Crossover trova forse il suo volto più inatteso dopo il tramonto, quando alle 21.30 lo Spazio Atelier si trasforma nel Club Menotti. Qui il teatro cambia distanza, si avvicina, abbandona la frontalità per diventare atmosfera. Seduti ai tavoli del bistrot, con un bicchiere di vino e il brusio della sera, il pubblico entra in una dimensione più intima, dove la musica sembra nascere a pochi passi e le storie prendono corpo quasi in confidenza.
Si passa così dalle Imperfette condizioni di Helena Hellwig, viaggio musicale senza confini tra lingue e culture, al tributo a Django Reinhardt firmato da Carmelo Tartamella Django’s Clan, fino ai racconti sentimentali de I colori dell’amore di Debora La Rocca. E ancora: l’omaggio a Gaber e Jannacci con Fabrizio Checcacci e Fabio Fantini, il cantautorato critico di Pietro Parcellara, le suggestioni latinoamericane di Camilla Barbarito dedicate all’iconica Chavela Vargas, fino alle atmosfere swing e narrative di Claudia Cantisani.
La forza di Crossover sta proprio qui: nel non chiedere allo spettatore di scegliere tra teatro e concerto, tra ascolto e visione, tra intrattenimento e riflessione. Tutto convive, si contamina, cambia forma. Il teatro torna a essere un luogo vivo, attraversabile, dove fermarsi non significa soltanto assistere a uno spettacolo, ma abitare un’esperienza.
In un tempo che spesso frammenta e accelera, il Teatro Menotti sceglie invece il gesto opposto: rallentare, creare prossimità, costruire una comunità temporanea attorno alla musica e alle storie. Per dieci giorni, Milano avrà un luogo in cui lasciarsi sorprendere. E forse, uscendone, sentirsi un po’ meno spettatori e un po’ più partecipi. http://www.teatromenotti.org





