Alda Merini : All’amore non si resiste al Teatro Menotti


ALDA MERINI. ALL’AMORE NON SI RESISTE
La poesia prende corpo sul palcoscenico del Teatro Menotti
Ci sono vite che non si possono raccontare semplicemente attraverso una biografia. Quella di Alda Merini è una di queste. Una vita fatta di poesia, dolore, desiderio, solitudine e soprattutto di un bisogno d’amore così forte da diventare materia, corpo e parola.
Il 26 e 27 ottobre va in scena in prima milanese al Teatro Menotti “Alda Merini. All’amore non si resiste”, la nuova creazione di Monica Casadei per nove performer e un’attrice, prodotta da Artemis Danza in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti e Tieffe Teatro.
Non è una biografia danzata e non vuole raccontare cronologicamente la vita della poetessa. È piuttosto un viaggio dentro il suo universo, dove il corpo diventa il luogo attraverso cui raccontare la reclusione, la fragilità, il desiderio e quella forza indomabile che ha sempre attraversato la sua poesia.
Alda Merini ha conosciuto la reclusione degli ospedali psichiatrici, un luogo nel quale il corpo veniva privato della propria libertà e persino del diritto al contatto. Ed è proprio da questa contraddizione che nasce lo spettacolo: un corpo che nonostante tutto continua a desiderare, a cercare, a sentire, ad amare.
La coreografia di parte da quella fame di vita e di relazione che attraversa l’esistenza della poetessa. La danza diventa allora claustrofobia e liberazione, costrizione e desiderio. Una camicia di forza può trasformarsi in un abito da sposa, una caduta può diventare l’inizio di una risalita, un gesto solitario può cercare disperatamente un altro gesto.
In scena i nove performer – Monica Barone, Alfonso Donnarumma, Chiara Falzone, Susanna Ferrante, Costanza Leporatti, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Federica Nuti e Carlotta Quercetani – danno corpo a un mondo fatto di tensioni, fragilità e impulsi.
Non c’è una rappresentazione della follia come spettacolo, ma la ricerca di ciò che si nasconde dietro l’etichetta di “folle”: una persona che ha bisogno di essere vista, ascoltata e toccata.
A dare voce alle parole è l’attrice Sandra Soncini, mentre la drammaturgia è firmata da Alessandro Gallo. Le musiche originali di Fabio Fiandrini, potenti e talvolta feroci, accompagnano e amplificano il movimento, costruendo insieme alle luci e ai costumi di Monica Casadei un paesaggio scenico capace di passare dall’oppressione alla liberazione.
È un lavoro fisico, intenso, che porta sul palco una domanda semplice e insieme profondissima: quanto può resistere un essere umano senza amore, senza contatto, senza la possibilità di esprimere il proprio desiderio?
Proprio qui che Alda Merini torna a parlarci, con la sua voce irregolare e potentissima. La sua poesia diventa corpo e il corpo diventa memoria. Le sue ferite non vengono nascoste, ma trasformate in possibilità di conoscenza.
“Alda Merini. All’amore non si resiste” è così un omaggio a una donna che ha attraversato il dolore senza smettere di cercare la bellezza, e alla poesia come forma di resistenza. Una poesia che nasce proprio dalle crepe, dai margini, da ciò che spesso la società preferisce non guardare.
Uno spettacolo nel quale danza, parola, musica e corpo si incontrano per restituire non tanto l’immagine della poetessa, quanto la sua energia vitale: quella di una donna che, anche quando tutto sembrava volerla rinchiudere, continuava a desiderare la libertà.
E forse è proprio questo il senso più profondo del titolo: all’amore non si resiste perché amare, desiderare, cercare l’altro significa continuare a sentirsi vivi.
INFORMAZIONI
ALDA MERINI. ALL’AMORE NON SI RESISTE
26 e 27 ottobre 2026 – Prima milanese
Teatro Menotti – Milano
Regia, coreografie, luci e costumi: Monica Casadei
Musiche originali: Fabio Fiandrini
Attrice: Sandra Soncini
Drammaturgia: Alessandro Gallo
Produzione: Artemis Danza
In collaborazione con Solares Fondazione delle Arti e Tieffe Teatro
Il 26 ottobre sono previsti presidi di accessibilità dedicati al pubblico non vedente e non udente.
Con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato Cultura e Fondazione Monte Parma per il progetto “Alda Merini”.
