Cost of living : quando prendersi cura dell’altro significa mettersi in gioco


COST OF LIVING: QUANDO PRENDERSI CURA DELL’ALTRO SIGNIFICA METTERSI IN GIOCO
Da oggi 14 ottobre al 28 novembre 2026 va in scena questo spettacolo in Sala A2A al Teatro Franco Parenti di Milano . Ci sono relazioni che nascono dall’amore, altre dal bisogno, altre ancora da un semplice accordo di lavoro. Ma tutte ci mettono davanti alla stessa domanda: quanto siamo davvero capaci di avere bisogno degli altri?
È questa la domanda profonda che attraversa Cost of Living, il testo della drammaturga polacco-americana Martyna Majok, vincitore del Premio Pulitzer per la Drammaturgia nel 2018, che arriva per la prima volta in Italia con una nuova produzione del Teatro Franco Parenti, diretta da Raphael Tobia Vogel.
In scena Sara Bertelà, Filippo Lai, Pietro Micci e Martina Sammarco, protagonisti di una storia intensa e sorprendentemente umana, dove la disabilità, la solitudine, il desiderio e il bisogno di cura diventano strumenti per parlare delle relazioni che tutti viviamo.
Al centro ci sono due storie che si incontrano e si riflettono. Eddie, un camionista disoccupato, torna nella vita dell’ex moglie Ani, rimasta tetraplegica dopo un grave incidente. John, brillante dottorando con paralisi cerebrale, assume invece Jess, una giovane donna che attraversa un momento difficile della propria vita.
Due rapporti molto diversi, ma accomunati dalla necessità di affidarsi a qualcun altro. Da una parte c’è un matrimonio con il suo passato, dall’altra un rapporto professionale apparentemente regolato da un contratto. Eppure, in entrambi i casi, i confini tra chi dà e chi riceve cura diventano sempre più sfumati.
Perché prendersi cura non significa soltanto aiutare qualcuno. Significa entrare nella sua quotidianità, accettare la vulnerabilità, confrontarsi con la propria fragilità. Un gesto semplice come vestirsi, lavarsi, chiedere aiuto o desiderare che qualcuno resti può trasformarsi in un momento di grande intimità.
Cost of Living riesce così a parlare di disabilità senza cadere nella retorica o nella compassione. I suoi personaggi non sono simboli né vittime: sono persone con desideri, rabbie, ironia, contraddizioni e soprattutto con il bisogno, comune a tutti, di essere viste e comprese.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dello spettacolo: la cura diventa una lente attraverso cui osservare la società e le relazioni. Il valore di una persona non può essere misurato dalla sua autonomia, dalla sua produttività o dalla capacità di non avere bisogno degli altri. Siamo tutti, in modi diversi, dipendenti da qualcuno.
La regia di Raphael Tobia Vogel accompagna questa complessità con una messinscena essenziale, attenta ai gesti, ai silenzi e alle parole non dette. Un percorso che prosegue la sua ricerca sulle relazioni e sulle difficoltà della comunicazione, già affrontata in lavori come Costellazioni e Scene da un matrimonio.
A rendere ancora più incisivo il racconto sono le scene di Margherita Palli, le luci di Oscar Frosio e i costumi di Ilaria Ariemme, che contribuiscono a costruire un ambiente capace di lasciare spazio soprattutto ai quattro interpreti e alle loro relazioni.
Cost of Living non offre risposte facili e non cerca di addolcire la realtà. Ci invita piuttosto a guardare da vicino ciò che spesso preferiamo non vedere: la nostra vulnerabilità, il bisogno degli altri e il fatto che prendersi cura può essere tanto un gesto d’amore quanto un territorio pieno di difficoltà, paure e conflitti.
Uno spettacolo intenso, contemporaneo e necessario, che attraverso quattro persone molto diverse ci ricorda una cosa semplice: nella vita nessuno è davvero completamente autosufficiente.
INFORMAZIONI
Teatro Franco Parenti – Sala A2
Via Pier Lombardo 14, Milano
Dal 14 ottobre al 28 novembre 2026
Orari delle repliche:
martedì ore 19.30
mercoledì ore 20.30
giovedì ore 19.45
venerdì ore 20.15
sabato ore 19.30
domenica ore 17.00
Biglietteria: 02 59995206
[email protected]
