La mia pelle è il mio orgoglio come le donne vivono la bellezza
La mia pelle è il mio orgoglio: come le donne riscrivono le regole della bellezza
Ci sono gesti quotidiani, silenziosi, spesso dati per scontati, che parlano di noi più di quanto immaginiamo: la cura del nostro corpo. Non per aderire a un ideale, non per rispondere a un diktat esterno, ma per scegliere. Per decidere chi vogliamo essere, cosa vogliamo mostrare e come vogliamo sentirci.
Finalmente nel 2025 sembra che la bellezza ha smesso di essere un canone imposto. È diventata più una conversazione. Un terreno fluido, dove si intrecciano libertà, linguaggio, tecnologia e orgoglio. Lo dimostra la nuova ricerca condotta da Gillette Venus, presentata in occasione del primo Glow Fest tenutosi a Roma: un’indagine che esplora il modo in cui le donne oggi percepiscono il proprio corpo – soprattutto la pelle, i peli e l’intimità – in un mondo che cambia e si evolve poi finalmente, ascolta.
Depilarsi o no? Una scelta, non un dovere
La prima notizia positiva? Il 52,17% delle donne dichiara di sentirsi molto libera nella gestione dei propri peli corporei. Un dato che segna un cambio di rotta importante rispetto alle generazioni precedenti. Non si tratta più di “adeguarsi”, ma di scegliere. Con intenzione, consapevolezza e autonomia.
Eppure, l’eco degli stereotipi estetici non è scomparsa. Quasi la metà delle donne (49,71%) continua a collegare la depilazione alla femminilità, soprattutto tra le più giovani (51,69% nella fascia 18-34). Questo ci dice che il corpo resta un campo di battaglia tra desiderio di autenticità e pressione sociale.
La pelle come specchio di sicurezza e comfort
Interessante è anche il dato legato alla percezione di sicurezza: il 52,34% delle donne si depila per sentirsi più sicura, mentre per il 69,01% è soprattutto una questione di comfort personale. La pelle, insomma, non è solo superficie: è confine e identità, il nostro primo strumento di relazione con il mondo.
Ma non tutte si sentono a proprio agio: solo il 38,41% dichiara di esserlo “abbastanza”, mentre il 28,2% si sente poco a proprio agio con l’aspetto della propria pelle e dei peli. Un numero che ci interroga sul perché molte donne ancora fatichino a vedere nel proprio corpo qualcosa da celebrare, anziché correggere.
Parlare della zona intima: serve un linguaggio nuovo
Un altro nodo cruciale riguarda le parole. Come nominiamo la zona intima? Quanto ci sentiamo libere di parlarne, anche con i professionisti della salute? Il 49,14% delle donne ritiene che la mancanza di un linguaggio chiaro possa influenzare negativamente la salute femminile. Un altro 40,64% pensa che questa influenza sia comunque significativa. Serve un lessico nuovo, più diretto, più accessibile e più nostro. Perché solo quando possiamo dare un nome alle cose, possiamo davvero prendercene cura.
Internet, social, AI: dove cerchiamo le risposte
Nel 2025 l’informazione passa spesso dal digitale, ma cambia con l’avanzare dell’età.
Le donne tra i 18 e i 34 anni si affidano soprattutto a Internet (47,12%)
Le over 35 preferiscono invece i professionisti della salute (43,24%)
E l’Intelligenza Artificiale? Nonostante la sua grande diffusione è ancora poco utilizzata: il 48,74% delle intervistate non ha mai cercato informazioni sul corpo femminile tramite strumenti AI, e il 35,5% non ci ha mai nemmeno pensato. Un segnale chiaro: le tecnologie avanzano, ma manca ancora educazione digitale e fiducia.
Oltre i dati: un manifesto per la libertà del corpo
Questa ricerca non è solo una fotografia della nostra situazione attuale con un invito all’azione. Come quello di parlarci con più verità ed informarci meglio. Per smettere di giudicarci (e giudicare) per ciò che mostriamo o non mostriamo agli altri….
Con la campagna “La Mia Pelle, Il Mio Orgoglio”, Gillette Venus invita le donne a ridefinire il proprio rapporto con il corpo, a riconoscere nella pelle un simbolo d’identità e non un luogo di vergogna. Il Glow Fest di Roma è stato l’esempio concreto: un evento in cui l’amore per se stesse è diventato spettacolo, parola, musica e condivisione.
La bellezza non è più una questione di standard. È una questione di scelta. Di consapevolezza. Di orgoglio.
