Lucrezia Staiano, una donna fiera delle sue curve

 

Ciao a tutte mi chiamo Lucrezia Staiano e sono una ragazza calabrese. Vivo a Milano, perché studio Giurisprudenza e mi sono appena laureata.  Nel mio tempo libero viaggio, mi piace fare shopping e mi godo la vita. Ho vinto una puntata di “Il bello delle curve” e cosi un posto nel calendario Beautifulcurvy. Sono una ragazza fuorimisura e ho deciso finalmente di uscire alla scoperta, dopo un lungo periodo in cui preferivo nascondermi. Ho 26 anni e da circa due anni ho finalmente capito che non potevo vivere dietro l’ombra dei miei fantasmi. Indosso una taglia 48, sono alta 1.80 e calzo un 43 di piedi. La domanda che mi fanno più spesso è : ” ma quanto sei alta?” Da piccola la vivevo come un vero disagio, oggi invece sono fiera della mia altezza, della mia stazza, della mia diversità. Si diciamo diversità. Perché nel 2018 essere in carne è un qualcosa di diverso. Perché se vai in un negozio di moda non trovi la tua taglia in quelle normali, ma nel reparto Curvy. Come se fosse una offesa… e invece no è la semplice normalità. Oggi sono cosciente di quello che sono e vivo bene con me stessa, ma è stato un percorso difficile e sofferto.

Raccontarsi non è mai facile e ho sempre evitato di farlo. Ad oggi racconto fiera il mio percorso, lo condivido senza più vergognarmi, ma ne parlo apertamente. Lo faccio forse per il bisogno inconscio di volermi sfogare, ma anche per aiutare chi sta vivendo lo stesso tormento, per essere vicina a chi ancora fa fatica ad accettarsi.  Essere ambasciatrice del progetto del calendario Beautifulcurvy ed essere stata una delle modelle curvy di quest anno, per me è un grande onore. Ma è soprattutto un progetto, un impegno, una volontà, quella di condividere il messaggio, che ormai è il mio mantra, che ogni donna è bella nella pelle, nelle forme, nelle imperfezioni e nei difetti che ha. Ogni donna è bella con la propria taglia, ogni donna è insostituibile per la storia che ha vissuto. E sono proprio queste storie che nella giornata di shooting ci siamo raccontate: Le nostre storie, che avevano quasi tutte come comune denominatore e la sofferenza di percorsi tortuosi. Per alcuni leggere sofferenza, riferito al fisico, sarà forse esagerato. Ma allora vi sfido a trascorrere estati al mare coperte, ad avere paura di camminare per strada e sentire qualche giudizio, specialmente durante l’adolescenza, quando ogni parola si ingigantisce, e ogni offesa si dice con più leggerezza. Inoltre nell’adolescenza le offese subite non si dimenticano. Se ripenso ai miei 13 – 16 anni, mi viene in mente una ragazza, troppo alta, troppo grossa, con l’acne, la cellulite, i denti troppo piccoli e larghi, una ragazza che nessun ragazzo avrebbe corteggiato. Era cosi che mi vedevo: inadeguata in ogni situazione ed in ogni posto. E mi sentivo legata, non riuscivo a dimagrire, e il mio rapporto con il cibo era disastroso. Da infante sei troppo piccolo per capire che il cibo sarà il tuo nemico, e mangi lo stesso. In adolescenza cresci e inizi ad odiare il cibo. E ti rovini gli anni più belli, quelli che dovresti vivere senza pensare troppo con la genuinità che solo da piccoli si ha. I pensieri negativi non dovrebbero esistere. Se penso alla mia adolescenza provo una certa malinconia. Mi fa tenerezza quella bambina a cui la gente ha dato mille nomignoli, ma se potessi, da fuori, cambiarle la vita,  credo che non lo farei. Oggi quella bambina paffuta è una donna curvy, con dei chili in più  per alcuni grassa. Chiamatemi come volete, perché io sono una donna libera, lontana dalle etichette che per anni ho sentito, lontana dalla paura del giudizio e del pregiudizio. Sono una donna che ama il suo corpo, lo vive con serenità, lo accetta e non lo odia più. Ma soprattutto io conosco il mio corpo. So perfettamente, dove ho la cellulite, il grasso, il cuscinetto adiposo. Non ho bisogno che nessuno me lo faccia notare. Ma la chiave per arrivare ad amarsi  è solo la serenità. La serenità  di guardarsi allo specchio e scoprirsi piacevoli, armoniose e belle. Ed è per questo che finche potrò, urlerò a tutte le persone che soffrono per il loro aspetto fisico, che stanno perdendo solo tempo, che si pentiranno. Perché un giorno scopri, dopo tanta fatica, che la vita è meravigliosa, anche se pesi più del tuo ragazzo o di tuo padre. Un giorno scopri che puoi essere sensuale, sexy, provocante anche senza indossare una 40. Un giorno capisci che non può il tuo fisico o i giudizi di chi ti guarda, distruggere ogni tuo attimo, momento  occasione. E allora quel giorno indosserai il vestito più bello, anche quello corto che fa intravedere la coscia grossa, metterai il rossetto più rosso che hai e uscirai a testa alta, senza abbassarla per paura di incontrare sguardi schifati e camminerai fiera, dritta, orgogliosa della che donna sei, e anche delle tue forme. Ed è questa la vincita migliore che in 26 anni potessi fare: quella che auguro a chiunque stia attraversando l’inferno che ho vissuto per troppi anni. Amarsi ed accettarsi per quello che sei e valorizzarsi al meglio. Lucrezia oggi è una donna forte e combattiva, tutta questa sofferenza l’ha resa forte e tosta, ma infondo rimane una grande sensibilità

Un pò di quella bambina alta e grossa che si vergognava ad uscire e ad andare a mare, la porterò sempre dentro di me, le sue paure rimarranno, la sua sensibilità non cambierà. Ma la conservo con fierezza, perché senza quella sofferenza, oggi, probabilmente non sarei la Lucrezia che sono, e non avrei la forza che ho nell’affrontare la mia meravigliosa vita.

Grazie Lucrezia per la tua testimonianza molto personale !                                                                                       Foto di Bruss

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