Cocciuto, dove il risotto è una dichiarazione di stile
Cocciuto, dove il risotto è una dichiarazione di stile
Lo zafferano iraniano Negin è l’oro rosso che firma un grande classico della casa
Nel cuore pulsante di Milano, tra design raffinato e un’atmosfera che vibra di estetica contemporanea, c’è un luogo dove la cucina italiana incontra il coraggio della visione. Si chiama Cocciuto, ed è molto più di un ristorante: è un manifesto di autenticità, eleganza e ricerca.
Tra le proposte che raccontano meglio la filosofia del brand c’è un piatto che è diventato, con il tempo, una vera e propria icona: il Risotto alla Milanese con demi-glace di vitello e zafferano iraniano Negin Premium. Una ricetta che parte dalla tradizione per arrivare molto più lontano, in un equilibrio perfetto tra tecnica, materia prima e sensibilità contemporanea.
Il protagonista? Uno zafferano raro e prezioso, che arriva dall’Iran e porta con sé tutta la forza della sua terra. Il Negin Premium – il cui nome in persiano significa “diamante” – si ottiene selezionando a mano, uno a uno, solo i tre stimmi più lunghi e carnosi del fiore di Crocus sativus. Viene coltivato nelle regioni di Khorasan e Kerman, dove la spezia cresce secondo rituali antichi, tramandati da generazioni.
Il risultato è una materia prima straordinaria: colore rubino profondo, aroma intenso e persistente, sapore elegante con note dolci e un finale appena amarognolo. Un ingrediente che, nel risotto di Cocciuto, si esprime in tutta la sua potenza, regalando al piatto un colore dorato vibrante e un profilo aromatico inconfondibile. A completarlo, una demi-glace di vitello densa e vellutata, che aggiunge corpo, umami e profondità.
In questo piatto c’è tutto il DNA di Cocciuto: l’amore per la cucina italiana, il rispetto rigoroso per la qualità, una cura estrema nei dettagli e quella voglia di guardare oltre, sempre. Qui, ogni scelta – dal singolo chicco di riso alla provenienza della spezia – è un atto di coerenza e stile.
Perché da Cocciuto la materia prima non è solo ingrediente: è un racconto, una cultura e un’emozione.
E ogni piatto, a partire da questo risotto, è una piccola opera che parla di radici e visione.
Con un tocco rosso e prezioso che non si dimentica facilmente. Provare per credere ….

