Casa Porta Romana, una dimora fiorentina dedicata a una vita conviviale
Casa Porta Romana, una dimora fiorentina che racconta una vita dedicata alla convivialità
Per raccontare questa casa bisogna tornare indietro di oltre cinquant’anni, quando una giovane giornalista americana – innamorata dell’Italia e delle sue tradizioni gastronomiche – decide di lasciare gli Stati Uniti per immergersi completamente nella cultura culinaria del nostro Paese. Arriva negli anni Settanta, con la curiosità di chi vuole capire tutto: territori, ingredienti, persone. Cinque decenni dopo, quella stessa donna è diventata una figura di riferimento per cuochi, agricoltori e produttori vinicoli, non solo toscani. E nulla le dà più gioia del riunire tutti attorno alla tavola della sua casa, cucinando per loro.
La dimora in cui si è trasferita da poco con il marito, a due passi da Porta Romana e dal cuore dell’Oltrarno fiorentino, è un ritratto fedele della sua personalità: conviviale, luminosa, autentica. Uno spazio pensato per accogliere, condividere e vivere la quotidianità con un senso di intimità disinvolta. L’atmosfera è quella di un living informale e cozy, dove ogni dettaglio parla di storie, sapori e vita vissuta.
Il progetto: un nuovo ritmo per una casa degli anni Trenta
Lo Studio di Architettura Benaim ha firmato la ristrutturazione dell’appartamento – un piano nobile degli anni Trenta – con l’obiettivo di modellarlo sulle abitudini dei nuovi proprietari. Il gesto progettuale più incisivo è stata la ridefinizione totale della distribuzione degli spazi: a destra, affacciati sulla strada, si trovano ora la zona notte e gli studi personali della coppia; a sinistra, rivolto verso il giardino, si apre l’intero universo della vita sociale e familiare.
Qui, demolizioni puntuali hanno eliminato barriere preesistenti per creare un grande ambiente fluido che unisce soggiorno, sala da pranzo e cucina. Un dialogo continuo di luce e funzioni, scandito da ampie aperture interne e da una mensola passante in granito che collega idealmente – e visivamente – la cucina alla zona pranzo.
All’esterno, il giardino privato rappresenta un lusso raro in città. Tra sedute e verde curato trova spazio anche un piccolo orto aromatico, che racconta la passione della proprietaria per le materie prime e per una cucina fatta di gesti quotidiani e ingredienti veri.
Memoria e artigianalità: un passato che resta e vive
Il progetto ha mantenuto un rispetto profondo per l’anima storica della casa. Le porte e gli infissi originali, recuperati dalla Falegnameria Ferruzzi, sono stati restaurati e non sostituiti. I pavimenti in graniglia decorata – uno diverso per ogni stanza – rappresentano un patrimonio prezioso: puliti, cerati e lasciati liberi di definire il carattere di ciascun ambiente.
Gli arredi su misura, disegnati dallo Studio Benaim e realizzati da Wood Arredamenti, hanno un ruolo essenziale in questa armonia tra tradizione e contemporaneità: leggeri, sospesi, costruiti per ottimizzare ogni centimetro senza mai appesantire lo sguardo.
FOCUS: la cucina il cuore pulsante della casa
“La cucina doveva essere viva, funzionale, predisposta alla convivialità.”
Così si è presentata la proprietaria agli architetti. E così è nato questo piccolo universo di meno di 10mq, progettato con una precisione quasi sartoriale. Ogni cassetto ha un motivo, ogni mensola risponde a una necessità, ogni dettaglio è pensato per accompagnare gesti quotidiani diventati rituali nel tempo.
Il blocco cottura scelto è un ILVE da 90 cm della linea Professional Plus: una soluzione compatta ma performante, dotata di due forni e sei fuochi, perfetta per cucinare per molti ospiti. A completare il quadro, una cappa professionale in acciaio AISI 304 con filtri a labirinto, che testimonia la vocazione gastronomica della casa.
L’apertura tra cucina e living, definita da una grande mensola passante in granito, permette alla luce del giardino di entrare fin dentro l’“alcova operativa”, trasformandola in uno spazio brillante, pratico, sorprendentemente accogliente.
Piccole soluzioni ingegnose – come lo zoccolino che si rivela essere un cassetto per vassoi di grandi dimensioni – raccontano l’attenzione per il dettaglio e l’intelligenza progettuale.
Il risultato: un luogo dove ogni gesto trova spazio
La nuova Casa Porta Romana è una sintesi elegante di passato e presente, memoria e funzionalità. Un luogo costruito intorno alla vita reale dei suoi abitanti, dove tutto è a portata di mano, visibile o nascosto, pronto a essere usato.
È qui, in questa cucina che sembra danzare tra luce e materiali, che la proprietaria prepara il piatto simbolo della sua storia d’amore con la Toscana: la fettunta. Un gesto semplice, antico e familiare che racchiude il senso profondo di questa casa: il piacere di condividere.




