Percorso riabilitativo e funzionale a Piancavallo
Percorso riabilitativo e funzionale a Piancavallo
Quando una persona è obesa e desidera dimagrire, ma non riesce a farlo da sola per vari motivi, può fare richiesta tramite l’Istituto Auxologico, che ha diverse sedi in Lombardia e Piemonte. In alternativa, può rivolgersi al proprio medico per un ricovero a Piancavallo, sopra Verbania, sul Lago Maggiore.
La richiesta deve essere inviata specificando le proprie patologie, così da essere inseriti nella lista d’attesa per essere chiamati. L’attesa può durare qualche settimana oppure alcuni mesi, a seconda delle disponibilità.
Al primo ricovero si viene accolti nel reparto di medicina, in una stanza con altre 3 o 4 donne di varie età. Si comincia quindi con i colloqui con i medici e con gli esami d’ingresso: peso, altezza, analisi del sangue e delle urine, elettrocardiogramma, densometria, misurazione della pressione, saturazione e walking test.
Seguono i colloqui con le diverse figure professionali: il medico generale, il dietologo, la psicologa e i fisioterapisti, che fanno una valutazione motoria per comprendere lo stato di salute della paziente. La prima settimana è dedicata soprattutto a questa fase di valutazione, ma si inizia da subito un regime alimentare equilibrato.
L’ambiente è ospedaliero e ogni persona porta con sé la propria storia e la propria sofferenza. Si entra nell’Unità Operativa di Recupero e Riabilitazione Funzionale con l’obiettivo di partecipare alle diverse attività per perdere peso e migliorare il proprio benessere fisico e psicologico: muoversi con più agilità, avere meno dolori e vivere meglio. Con il tempo si comprende il meccanismo del percorso. Si incontrano persone di età e ceti sociali molto diversi, ma con un grande problema in comune : l’obesità, più o meno grave.
Già in medicina si comincia con qualche attività motoria: passeggiate, rieducazione motoria, palestra e la cyclette. Non mancano le lezioni teoriche sia sull’attività fisica sia sul percorso riabilitativo. Seguono poi lezioni di gruppo con la psicologa e con il dietologo. Le giornate sono piuttosto piene di impegni, così il tempo passa e le settimane scorrono. Nel frattempo si chiacchiera con una persona o l’altra, nascono nuove amicizie e, a quanto pare, anche qualche amore: qualcuno si è addirittura sposato dopo essersi conosciuto qui, e molti tornano sempre volentieri. A volte sembra quasi di fare un tagliando, come per la macchina.
La prima volta la permanenza dura circa 35 giorni, di cui la prima settimana in medicina; poi si viene trasferiti nel reparto più adatto alle proprie condizioni. Chi, oltre all’obesità, presenta altre patologie può infatti essere spostato in cardiologia, ortopedia o pneumologia. Esiste anche un reparto dedicato ai pazienti anoressici, separato dagli altri. Non è possibile uscire da soli dall’ospedale e le regole devono essere rispettate.
Piancavallo si trova in cima alla montagna, a 1.290 metri di altitudine: qui esiste solo l’ospedale con le sue varie dependance, nessun paese, solo questo grande complesso che funziona da oltre 60 anni. È una struttura conosciuta in tutta Italia e può essere prenotata tramite il Servizio Sanitario Nazionale se si è obesi. Se però si decide di uscire prima del previsto, non è più possibile rientrare, salvo per motivi importanti.
Affrontare questo percorso richiede comunque forza e coraggio, perché l’ambiente ospedaliero espone anche a molta sofferenza fisica e psicologica.
Per quanto riguarda la dieta, devo dire che è fattibile: si mangiano circa 1.500 calorie al giorno, anche se alcuni pazienti hanno diete diverse, con più o meno calorie. La giornata inizia presto al mattino e termina presto la sera. Gli orari dei pasti sono indicativamente: le otto per la colazione, mezzogiorno per il pranzo e tra le sei e le sette per la cena. I pasti vengono serviti in una sala che assomiglia a una mensa, dove gli ospiti possono chiacchierare. L’unità dedicata ai pazienti obesi dispone di 32 posti letto; le stanze sono doppie per uomini o donne, mentre alcune stanze singole sono disponibili a pagamento.
Nel periodo in cui ho soggiornato, nel mese di novembre, c’erano due terzi di donne e un terzo di uomini. Bisogna un po’ sperare nella fortuna per avere una compagna di stanza piacevole: la prima volta ho incontrato due signore, una difficile da sopportare, l’altra molto gradevole — siamo ancora in contatto. Al secondo ricovero ho condiviso la stanza prima con una ragazza giovane, sempre impegnata e spesso in giro con le amiche, poi con una signora musulmana che pregava cinque volte al giorno e parlava in arabo con i figli al telefono, una donna gentile e rispettosa con cui mi sono trovata bene.
Le parole “pace” e “tranquillità” qui non esistono: c’è una sala comune dove si gioca a carte, si chiacchiera o si guarda la TV, e per me che vivo sola e sono abituata al silenzio della mia casa, è stato un po’ difficile. Anche il collegamento a Internet è incostante: scordatevi di lavorare online durante il soggiorno. Funzionano le reti TIM e Vodafone, mentre le altre faticano a trovare campo e si agganciano alla Svizzera, data la vicinanza, consumando il credito telefonico. Fate attenzione!
A Piancavallo si è davvero fuori dal mondo: si vive come in una bolla, con ritmi e tempi completamente diversi. Bisogna cercare di godersi il momento, lontano dalla propria quotidianità, in un ambiente pulito e immerso nella natura. Le infermiere sono gentili e disponibili, così come i medici, che ovviamente hanno anche le loro simpatie, come tutti.
In questo periodo dell’anno si è spesso avvolti dalla nebbia oppure nevica, ma ci sono anche giornate di sole; nelle stanze fa sempre caldo. Il cibo è vario: un primo, un secondo e la frutta. Si mangia pasta, riso o minestre, seguiti da carne, pesce, uova o formaggio, sempre con verdure. Tutto è scondito e senza sale, accompagnato da una bustina di olio e una di parmigiano.
Essendo abituata a mangiare di più, tra un pasto e l’altro mi viene un leggero languorino, ma qui non si può mangiare altro. Serve anche a ridurre lo stomaco, cosa che accade dopo qualche settimana. Il percorso dura generalmente 28 giorni, durante i quali si imparano molte cose, soprattutto grazie agli incontri con il dietista e la psicologa.
Piancavallo è un luogo dove prendersi cura di sé, della propria salute e del proprio benessere, con l’obiettivo di uscire da qui più leggeri e con la voglia di proseguire il cammino intrapreso con costanza. Non è sempre facile, ma quando si vedono i risultati, si è più contenti e motivati ad andare avanti.









