Tra risaie, architettura e jazz : Novara si racconta attraverso la musica di Novarajazz 2026
Tra risaie, architetture e jazz: Novara si racconta attraverso la musica di NovaraJazz 2026
Ci sono territori che si comprendono davvero soltanto attraversandoli lentamente. In bicicletta, magari, lungo strade silenziose che tagliano specchi d’acqua e campi di riso, seguendo il ritmo discreto della natura. E poi, quasi senza soluzione di continuità, lasciandosi guidare da una colonna sonora inaspettata: quella del jazz contemporaneo. È questa la traiettoria narrativa che attraversa Novara e il suo territorio transfrontaliero, protagonista di un’esperienza che intreccia paesaggio, cultura e mobilità sostenibile sotto il segno di SUSTAINEVENTS.
Tra i fiumi Sesia e Agogna, nella grande piana novarese dove sono nati risi iconici come Venere e Artemide, il paesaggio si apre in una geografia d’acqua fatta di canali irrigui, risaie e piccoli borghi rurali. Qui, partendo da Casalbeltrame, il percorso cicloturistico “Nelle terre del riso” accompagna i visitatori lungo quasi cinquanta chilometri di strade secondarie e sterrati leggeri, attraversando un ecosistema sorprendente che alterna spiritualità e biodiversità: dal Santuario della Madonna della Preiera al Giardino delle Farfalle, rifugio ideale per il butterfly watching.
Ma è arrivando in città che il viaggio cambia frequenza. Dal 29 maggio al 7 giugno 2026, Novara torna infatti a vibrare con la XXIII edizione di NovaraJazz, appuntamento ormai imprescindibile per gli appassionati del jazz contemporaneo e per chi cerca nei festival culturali una forma di esplorazione del territorio.
Da oltre vent’anni, il festival non si limita a ospitare concerti: costruisce dialoghi tra musica, architettura e spazio urbano, trasformando luoghi simbolici della città in scenografie sonore. Il Broletto diventa Main Stage, le architetture antonelliane si aprono a nuove sperimentazioni, mentre chiese, palazzi storici e gallerie d’arte accolgono artisti internazionali e protagonisti della scena italiana.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca la presenza dell’arpista svizzera Julie Campiche, protagonista del focus dedicato alla scena elvetica il 30 maggio a Casa Antonelli. Il 4 giugno sarà invece il turno della trombettista e compositrice britannica Laura Jurd, una delle figure più interessanti del jazz contemporaneo europeo. Gran finale domenica 7 giugno con il contrabbassista franco-armeno Claude Tchamitchian e la musicista franco-siriana Naïssam Jalal, interpreti di una ricerca sonora che attraversa jazz, spiritualità e culture mediterranee.
Accanto agli ospiti internazionali, il festival valorizza alcune delle personalità più autorevoli della scena italiana. Dalla storica fisarmonica jazz di Gianni Coscia alla sensibilità pianistica di Rita Marcotulli, fino all’energia del trombettista Fabrizio Bosso, NovaraJazz conferma una programmazione capace di unire ricerca, prestigio internazionale e apertura verso nuovi linguaggi.
Ed è proprio questa dimensione diffusa a rendere il festival qualcosa di più di una rassegna musicale. La musica diventa un invito a scoprire Novara attraverso i suoi simboli, come la monumentale Basilica di San Gaudenzio, dominata dalla celebre cupola progettata da Alessandro Antonelli, alta 121 metri e tra le più ardite realizzazioni in muratura d’Europa.
Tra Italia e Svizzera, Alto Piemonte, Varese e Canton Ticino emergono così come un unico paesaggio culturale e naturale, dove il turismo sostenibile prende forma attraverso esperienze autentiche, lente e profondamente connesse ai luoghi. Una visione che SUSTAINEVENTS traduce in un racconto contemporaneo del viaggio: non semplice destinazione, ma incontro tra territori, persone e immaginari.



