Al Teatro Menotti è in scena un marziano a Roma
Un alieno tra noi: Milvia Marigliano riporta in scena l’attualità spiazzante di Un marziano a Roma al Teatro Menotti dal 19 al 23 Maggio
Che cosa accade quando l’eccezionale smette di stupirci? Quando ciò che sembrava destinato a cambiare tutto viene rapidamente assorbito, banalizzato e dimenticato? È attorno a questa domanda, oggi più attuale che mai, che ruota Un marziano a Roma, il visionario racconto di Ennio Flaiano che torna in scena dal 19 al 23 maggio al Teatro Menotti con l’interpretazione di Milvia Marigliano, protagonista di un allestimento capace di restituire tutta la lucidità ironica e feroce dell’autore.
Scritto nel 1954, il testo immagina un evento destinato a sconvolgere la quotidianità romana: un marziano atterra nel cuore di Villa Borghese. L’essere extraterrestre, Kunt, viene inizialmente accolto con curiosità, entusiasmo e fascinazione collettiva. Ma l’incanto dura poco. Nel giro di pochi mesi, la città — e con essa l’opinione pubblica — passa dall’euforia alla noia, dalla venerazione al sarcasmo, fino alla definitiva rimozione.
Più che una storia fantascientifica, quella di Flaiano è una satira affilatissima dei meccanismi sociali e mediatici, della velocità con cui consumiamo ciò che appare nuovo e della nostra incapacità di confrontarci davvero con ciò che destabilizza abitudini e certezze. In un’epoca dominata dall’iper-visibilità, dalla spettacolarizzazione e dall’obsolescenza immediata, Un marziano a Roma appare sorprendentemente contemporaneo: quasi una profezia sulla fragilità dell’attenzione collettiva.
A dare vita a questo universo sospeso tra paradosso, comicità e amarezza è Milvia Marigliano, una delle attrici più autorevoli e intense della scena italiana. Attraverso un’interpretazione stratificata e magnetica, Marigliano attraversa registri emotivi differenti, trasformando il palco in una città popolata di voci, entusiasmi improvvisi e crudeli dimenticanze. Il suo lavoro restituisce al pubblico non soltanto il sarcasmo di Flaiano, ma anche la sua malinconica intuizione sul destino delle illusioni collettive.
Con luci di Mattia De Pace e costumi di Pamela Aicardi, la produzione di Tieffe Teatro riaccende così un classico del Novecento italiano che continua a parlarci con impressionante precisione. Perché, in fondo, il “marziano” di Flaiano non viene respinto perché troppo diverso, ma perché smette di intrattenerci. Ed è forse proprio in questa amara verità che il testo trova oggi la sua forza più disturbante.
Milvia Marigliano, recentemente candidata ai David di Donatello 2026 come miglior attrice non protagonista per La Grazia di Paolo Sorrentino, aggiunge ulteriore profondità a un appuntamento teatrale che si annuncia come molto più di una ripresa: un’occasione per guardare, con il disincanto di Flaiano, alle contraddizioni del nostro presente. http://www.teatromenotti.org
