Alla Reggia di Venaria una mostra che racconta la modernità
Alla Reggia di Venaria, il dialogo tra Fernand Léger e i Nuovi Realisti: una mostra che racconta la modernità
Fino al 1° febbraio 2026, la Reggia di Venaria ospita una delle mostre più attese della stagione autunnale: “Fernand Léger! Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Keith Haring”, un viaggio nel cuore del Novecento artistico attraverso il linguaggio visionario di Léger e l’eredità che ha lasciato alla generazione dei Nuovi Realisti e ai protagonisti della scena internazionale della seconda metà del secolo.
L’esposizione, che riunisce 70 opere tra sculture, dipinti, ceramiche e composizioni, di cui oltre 30 firmate da Fernand Léger, racconta la straordinaria attualità di un artista che ha saputo fondere arte, industria e vita quotidiana in un unico gesto creativo. Attorno a lui, il percorso espositivo costruisce un dialogo con figure che, in modi diversi, hanno raccolto e trasformato la sua lezione: Yves Klein, con i suoi iconici monocromi blu e la ricerca sull’immateriale; Niki de Saint Phalle, con le sue esplosive sculture femminili e la forza liberatoria del colore; Keith Haring, simbolo della cultura urbana e dell’impegno sociale tradotto in segno e movimento.
Accanto a loro, le opere di Martial Raysse, Daniel Spoerri, Robert Indiana, May Wilson, e il duo Gilbert & George ampliano il racconto, restituendo l’immagine di un’epoca in cui l’arte cercava nuovi linguaggi per parlare al mondo contemporaneo, tra cultura pop, ironia e impegno.
La mostra non è solo un omaggio al genio di Léger, ma anche l’inizio di un biennio di collaborazioni tra la Reggia di Venaria e importanti istituzioni museali francesi, volto a promuovere il dialogo culturale tra Italia e Francia. Un progetto ambizioso che conferma la Reggia come uno dei poli più dinamici nel panorama museale europeo, capace di coniugare storia, bellezza e ricerca contemporanea.
Con “Fernand Léger! Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Keith Haring”, la Venaria Reale diventa così il palcoscenico di un incontro tra generazioni e linguaggi: un tributo all’energia creativa che, dal modernismo di Léger alla libertà espressiva di Haring, continua a plasmare il nostro sguardo sul mondo.





