Barbara Braghin presenta la sua collezione curvy nel calendario di Mad Mood
All’interno del calendario di Mad Mood, durante la settimana della moda, Barbara Braghin ha presentato le sue creazioni con le modelle curvy. Purtroppo è stata l’ultima della sfilata collettiva al Hotel Melià, ma la sua partecipazione sembra un manifesto contemporaneo di stile ed identità.
La piattaforma ideata da Marianna Miceli, da sempre attenta ai nuovi linguaggi della moda e ai talenti indipendenti, ha scelto di accendere i riflettori su un’estetica che supera le taglie e rimette al centro la persona. In questo contesto, il progetto firmato BB Barbara Braghin si è inserito con coerenza narrativa insieme a Identity Milano di Laura Panigatti, trasformando la passerella in un racconto di emancipazione e consapevolezza.
Non si è trattato semplicemente del “ritorno” delle modelle curvy, ma di un’affermazione chiara: il corpo non è più vincolato a un modello unico, ma diventa spazio di espressione, eleganza e carattere. Le silhouette hanno dialogato con la storia della moda – dagli echi déco degli anni Venti al glamour sofisticato degli anni Trenta hollywoodiani – restituendo un’immagine femminile scenografica, cinematografica e profondamente attuale.
A incarnare questo messaggio sono state le modelle Francesca Angelo (Milano), Debora Bellini (Civitavecchia), Maria Gallo (Napoli), Julieta Harrow (Torino), Manuela Grieco (Torino), Claudia Sanseverino (Bologna), Claudia Tazzara (Bolzano), Daniela Piva (Ferrara), Bruna Kasalla, Elisa Pizzardo, Elisa Romagnolo, Antonella Dorgia e Lisa Zucconelli (Provincia di Rovigo). Donne diverse per provenienza, esperienza e personalità, unite però da una presenza scenica intensa e da una forte consapevolezza di sé.
Il messaggio è stato ribadito con forza: amare sé stesse è un atto rivoluzionario. Non a caso, il percorso personale di Barbara Braghin – già impegnata in campagne di sensibilizzazione contro anoressia e bulimia – si intreccia con la sua visione stilistica. “Mi Stimo con Stile” non è solo uno slogan, ma una dichiarazione che trova nella moda uno strumento potente di comunicazione sociale.
All’interno di Mad Mood, piattaforma che negli anni ha costruito un’identità inclusiva e internazionale, questa sfilata ha rappresentato molto più di un momento estetico: è stata una presa di posizione culturale. Gli applausi finali non sono stati soltanto per gli abiti, ma per ciò che quegli abiti rappresentavano — libertà, sicurezza ed autenticità.
In una scena spesso dominata da standard rigidi e stereotipati, l’evento ha dimostrato che l’eleganza non ha misura. E che il futuro della moda passa anche dalla capacità di raccontare con stile e rispetto ogni tipo di donna.



