Agamennone al Teatro Menotti: quando la guerra non finisce con la vittoria
Agamennone al Teatro Menotti: quando la guerra non finisce con la vittoria
Dal 29 settembre al 7 ottobre va in scena Agamennone in prima milanese al Teatro Menotti di Milano, la riscrittura di Fabrizio Sinisi diretta da Gianluigi Fogacci, con Maddalena Crippa e Sergio Basile.
Ci sono guerre che finiscono quando si depongono le armi. E altre che continuano molto più a lungo, dentro le persone, nelle case, nei rapporti e nella memoria. È proprio da questa ferita ancora aperta che prende vita il nuovo Agamennone di Fabrizio Sinisi, in scena al Teatro Menotti di Milano dal 29 settembre al 7 ottobre, dopo il debutto in prima nazionale al Segesta Teatro Festival.
Il mito di Eschilo torna così sul palcoscenico attraverso una riscrittura contemporanea, intensa e poetica, diretta da Gianluigi Fogacci, che sceglie di guardare alla tragedia non tanto dal punto di vista dell’eroe vincitore, quanto attraverso ciò che resta dopo la vittoria.
Al centro ci sono Agamennone, interpretato da Sergio Basile e Clitennestra, a cui dà volto e voce Maddalena Crippa. Lui ritorna dopo dieci anni di guerra, ma il vincitore porta con sé il peso dei rimorsi e di un passato dal quale non riesce a liberarsi. Lei lo ha atteso nel palazzo del potere, ma quell’attesa si è trasformata in solitudine, dolore, disincanto e desiderio di vendetta.
Il loro incontro, tanto atteso, diventa allora qualcosa di molto più complesso di un semplice ritorno. È il confronto fra due persone legate da un passato comune e allo stesso tempo profondamente cambiate. Tra loro sopravvivono l’amore, l’intimità e il desiderio, ma anche colpe mai cancellate e un destino che sembra già scritto.
Accanto a loro troviamo Cassandra, interpretata da Emilia Scatigno, la profetessa incapace di sottrarsi alla lucidità delle proprie visioni, mentre Claudio Pellegrini e Alessandro Sampaoli compongono un Coro che, in questa versione, non si limita a commentare gli avvenimenti ma entra direttamente nell’azione, assumendosi a sua volta una parte di responsabilità. Ed è proprio qui che il mito antico comincia a parlarci del presente.
Senza trasformare esplicitamente la tragedia in una cronaca contemporanea, Sinisi e Fogacci costruiscono una città stremata da una guerra che sembra non avere mai veramente fine, privata della propria guida morale e dei valori sui quali era stata costruita. Un’immagine che risuona inevitabilmente con il nostro tempo, soprattutto davanti alle guerre e alle conseguenze umane che continuano a occupare la nostra quotidianità.
La forza dello spettacolo nasce anche dalla scelta di una scena essenziale. Un unico letto su ruote attraversa lo spazio e cambia funzione: letto nuziale, luogo dell’intimità, seduta, elemento scenico e simbolico. Un oggetto apparentemente quotidiano che diventa il centro di una tragedia fatta di corpi, memoria, desiderio e potere.
Anche le luci accompagnano questo viaggio verso il buio: un crepuscolo iniziale che lentamente lascia spazio alla notte, mentre gli interni del palazzo vengono appena illuminati dal bagliore delle torce. Le musiche di Andrea Nicolini contribuiscono a costruire la dimensione emotiva senza mai sovrapporsi alla parola degli interpreti.
Fogacci affida soprattutto agli attori il compito di restituire tutte le sfumature di una scrittura che riesce a essere insieme altamente poetica e sorprendentemente quotidiana, liberando il testo dagli schemi della recitazione più convenzionale.
A dieci anni dalla sua nascita, l’Agamennone di Fabrizio Sinisi ritrova così la scena con una domanda che il teatro classico continua a porci: che cosa rimane davvero di una vittoria, quando la guerra ha già cambiato per sempre chi l’ha combattuta?
Uno spettacolo che parte dal mito per arrivare alle fragilità dell’uomo contemporaneo, là dove il potere incontra la solitudine, l’amore si mescola al rancore e il passato continua a chiedere il proprio conto.
AGAMENNONE
Di Fabrizio Sinisi
Regia di Gianluigi Fogacci
Con Maddalena Crippa, Sergio Basile, Claudio Pellegrini, Emilia Scatigno, Alessandro Sampaoli
Progetto scenico Gianluigi Fogacci
Costumi Marina Mango
Musiche Andrea Nicolini
Luci Pietro Sperduti
Produzione Tieffe Teatro
Teatro Menotti – Milano
29 settembre – 7 ottobre 2026
Prima milanese






