Dormire bene è anche una questione di ormoni
Dormire bene è anche una questione di ormoni, perché il sonno delle donne cambia nel corso della vita
Dormire bene non è solo una questione di abitudini o di stress quotidiano. Per molte donne il sonno è un equilibrio delicato che cambia nel tempo, influenzato da fattori biologici, emotivi e sociali. Dalla gravidanza alla menopausa, infatti, le variazioni ormonali possono incidere profondamente sulla qualità del riposo, rendendo l’insonnia e i disturbi del sonno più frequenti rispetto agli uomini.
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, gli specialisti SYNLAB ricordano quanto sia importante prestare attenzione al riposo notturno, un elemento fondamentale per il benessere fisico e mentale.
Quando il sonno diventa leggero e frammentato
L’insonnia è uno dei disturbi più diffusi e può manifestarsi in diversi modi: difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti durante la notte o un risveglio troppo precoce al mattino, con la sensazione di non aver riposato a sufficienza.
Le cause possono essere molte: stress, ansia, ritmi di vita irregolari o condizioni mediche. Tuttavia, nelle donne esiste anche una componente biologica molto importante. Estrogeni e progesterone, infatti, partecipano ai meccanismi che regolano l’addormentamento e la profondità del sonno. Quando i livelli di questi ormoni cambiano, anche il sonno può diventare più instabile e superficiale.
“Nel corso della vita di una donna i cambiamenti ormonali non hanno un impatto soltanto sul corpo, ma anche sul modo in cui si dorme”, spiega la neurologa Giorgia Chinaglia, medico esperto del sonno. “Durante la gravidanza, ad esempio, le oscillazioni ormonali del primo trimestre possono causare una forte sonnolenza o difficoltà ad addormentarsi. Nel terzo trimestre, invece, i cambiamenti fisici rendono il sonno meno continuo”.
Gravidanza: quando il riposo diventa più difficile
La gravidanza è uno dei momenti in cui il sonno può cambiare di più. Oltre ai normali adattamenti del corpo, alcune donne possono sviluppare la sindrome delle gambe senza riposo, una condizione caratterizzata da un impulso irresistibile a muovere le gambe, soprattutto la sera.
Questo disturbo può rendere difficile addormentarsi e provocare risvegli notturni ripetuti. Spesso è legato anche alla carenza di ferro, una situazione relativamente frequente durante la gravidanza.
Menopausa e notti agitate
Un altro periodo particolarmente delicato è la fase che precede la menopausa. Le fluttuazioni ormonali possono portare a risvegli notturni frequenti, sudorazioni improvvise e vampate che interrompono il sonno.
Il risultato è un riposo più frammentato e meno profondo. Non di rado, questa condizione può influire anche sull’umore, aumentando irritabilità, stanchezza e vulnerabilità emotiva. “Non è tanto la menopausa in sé a creare problemi, quanto gli anni che la precedono”, spiega la dottoressa Chinaglia. “In questa fase molte donne dormono peggio pur non avendo difficoltà ad addormentarsi. La qualità del sonno cambia perché la riduzione degli estrogeni rende più difficile mantenere un sonno profondo e stabile”.
Apnee notturne: il disturbo spesso ignorato dalle donne
Accanto all’insonnia esiste un altro disturbo molto diffuso ma spesso poco riconosciuto: le apnee notturne. Si tratta di brevi interruzioni della respirazione durante il sonno che possono compromettere seriamente la qualità del riposo.
Negli uomini il sintomo più evidente è il russamento, mentre nelle donne i segnali possono essere diversi: sonno agitato, stanchezza persistente durante il giorno, difficoltà di concentrazione e frequenti risvegli notturni. Per questo motivo la condizione tende a essere sottodiagnosticata.
Dopo la menopausa, inoltre, la frequenza delle apnee nelle donne aumenta fino ad avvicinarsi a quella maschile, con possibili conseguenze sulla salute cardiovascolare.
La terapia esiste, ma molte donne la rifiutano
Nelle forme moderate o severe di apnee notturne, la terapia più efficace è la CPAP, un dispositivo che aiuta a mantenere aperte le vie respiratorie durante il sonno. Tuttavia molte donne faticano ad accettarlo.
“La mascherina viene spesso percepita come poco estetica o difficile da gestire nella vita di coppia”, spiega il pneumologo Riccardo Drigo, medico esperto del sonno. “Per migliorare l’aderenza alla terapia stiamo sviluppando percorsi più personalizzati, che includono telemedicina, supporto dedicato e una regolazione su misura dei parametri del dispositivo”.
Imparare a dare importanza al sonno
Il messaggio degli specialisti è chiaro: il sonno non dovrebbe essere considerato un lusso o qualcosa di secondario. Dormire bene significa proteggere il proprio equilibrio psicofisico, sostenere il sistema immunitario e preservare la salute cardiovascolare.
Quando l’insonnia o altri disturbi del sonno persistono nel tempo, è importante parlarne con uno specialista. Oggi esistono centri dedicati e tecnologie avanzate che permettono di diagnosticare e trattare efficacemente queste condizioni.
Perché per le donne, il sonno non è solo una pausa nella giornata, ma è una parte fondamentale della salute.

